Bonus e agevolazioni fiscali, in Italia una giungla di 800 voci da far impazzire

In Italia ci sono 800 tipi di sconti fiscali che valgono più di 313 miliardi di euro. Una vera e propria giungla fiscale che necessita di uno sfoltimento.

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In Italia ci sono 800 tipi di sconti fiscali che valgono più di 313 miliardi di euro. Una vera e propria giungla fiscale che necessita di uno sfoltimento.

Nella riforma Irpef allo studio del Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri compare anche la voce “taglio agli sconti fiscali”. In Italia negli ultimi anni si sono infatti moltiplicati i bonus e le detrazioni che interessano le dichiarazioni dei redditi dei contribuenti assumendo un peso sempre più significativo sulle aliquote orinarie.

Secondo un recente studio di Unimpresa che ha passato in rassegna tutte le agevolazioni fiscali in vigore in base ai dati forniti dal Mef, è saltato fuori che sono ben 799 le possibilità di ottenere sconti fiscali in Italia. Un record assoluto fra i Paesi Ue e che la dice tutta sull’estrema complicanza e complessità delle dichiarazioni dei redditi dei contribuenti per i quali CAF e commercialisti hanno spesso espresso il loro disappunto.

La giungla delle agevolazioni fiscali in Italia

In concreto, le agevolazioni fiscali – secondo Unimpresa -raggiungono oggi un valore di 313,1 miliardi di euro, incidendo sulle casse dello Stato in maniera crescente negli ultimi 10 anni (+60% a 289,5 miliardi). Una vera e propria giungla, la definisce l’associazione, che sottolinea come il nostro Paese sia in cima alla classifica di quelli che in Europa e nel mondo fanno maggior ricorso, in rapporto al prodotto interno lordo, alle “eccezioni” in campo tributario. “In Italia, primo Paese europeo nell’utilizzo delle eccezioni fiscali, tra il 2011 e il 2019 si è registrata una variazione in positivo, in termini percentuali, del +11% per quanto riguarda il numero delle voci che compongono la complessa mappa di sconti tributari, salita di oltre il +23% in termini di valore – dice Unimpresa -.

Riforma Irpef e taglio agevolazioni

E’ quindi diventato necessario se non addirittura impellente, secondo il ministro dell’Economia Gualtieri, mettere ordine alla sterminata giungla di agevolazioni fiscali, raggruppandole o comunque tagliandole laddove non servono al fine di semplificare la vita fiscale dei contribuenti.

Anche perché è diventato facile sbagliare o incorrere in errori che poi l’Agenzia delle Entrate deve sistemare con notevole aggravio di costi a carico della collettività. Addirittura, il contribuente preferisce pagare l’accertamento automatizzato piuttosto che verificare o rifare a distanza di tempo i conteggi delle detrazioni spettanti. Ecco quindi che nel programma di lavoro per il riordino delle aliquote Irpef con il taglio degli scaglioni che dovrebbero passare da cinque a tre, vi è anche l’assorbimento dei bonus e di molte detrazioni in via automatica. La digitalizzazione e la dichiarazione precompilata può essere molto d’aiuto in questo senso. Questo porterà sicuramente a dei risparmi, ma anche a delle semplificazioni nella gestione delle dichiarazioni fiscali.

Il rischio di tagli lineari nella riforma Irpef

Si parla da anni di interventi di razionalizzazione delle agevolazioni fiscali. Riteniamo giusto mettere mano al sistema degli sconti tributari, ma solo se la riforma è finalizzata a semplificare il quadro normativo e applicativo”, commenta il presidente di Unimpresa, Giovanna Ferrara. “Quello che sta invece emergendo nel dibattito degli ultimi giorni, purtroppo, è un taglio lineare delle tax expenditure che pare volto a risparmiare per mere esigenze di finanza pubblica”, aggiunge Ferrara. Rispetto agli altri Paesi nel mondo, l’Italia risulta in cima alla classifica sul peso delle tax expenditure rispetto al pil. Il nostro Paese (8%) è primo in Europa nel Mondo è secondo dietro l’Australia (8,2%) e precede: Stati Uniti d’America (7,6%), Gran Bretagna (5,9%), Spagna (3,8%), Grecia (3%), Austria (2,9%), Danimarca (2,8%), Norvegia (2,6%), Francia (2,2%), Canada (2%), Olanda (1,9%), Germania (0,8%) e Portogallo (0,6%).

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