Bonus computer e tablet per smartworking: agevolazioni per l’adeguamento del posto di lavoro

Il credito d’imposta per l’adeguamento dei luoghi di lavoro previsto dal decreto Rilancio spetta anche per tutte quelle spese necessarie a favorire lo smart working

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Il credito d’imposta per l’adeguamento dei luoghi di lavoro previsto dal decreto Rilancio spetta anche per tutte quelle spese necessarie a favorire lo smart working

Tra gli investimenti che danno diritto al credito d’imposta adeguamento istituito con l’art. 120 del decreto Rilancio (decreto-legge n. 34 del 2020 in conversione in legge), vi rientrano anche quelli finalizzati all’acquisto di computer, tablet e software. Lo si evince dalla Circolare n. 20/E del 2020 contenente chiarimenti in merito alla misura in commento.

Il beneficio, si ricorda, è pari al 60% delle spese ammissibili sostenute nel 2020 per un massimo di 80.000 euro (il limite è riferito all’importo delle spese ammissibili, per cui l’ammontare del credito non può eccedere la misura di 48.000 euro. Pertanto, nel caso in cui dette spese siano superiori a tale ultimo importo, il credito spettante sarà sempre pari al limite massimo consentito di 48.000 euro).

È utilizzabile esclusivamente in compensazione nel Modello F24 o, in alternativa, entro il 31 dicembre 2021, può essere ceduto, anche parzialmente, ad altri soggetti, ivi compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari, con facoltà di successiva cessione del credito. Le istruzioni e le modalità di applicazione e di fruizione dell’agevolazione sono stati definiti con il Provvedimento del 10 luglio 2020 del direttore dell’Agenzia delle Entrate.

Agevolabili gli investimenti finalizzati allo smart working

Con riferimento all’ambito oggettivo (spese ammissibili), nella Circolare n. 20/E dello scorso 10 luglio 2020, l’Amministrazione finanziaria ha precisato che gli interventi agevolabili sono quelli necessari al rispetto delle prescrizioni sanitarie e delle misure finalizzate al contenimento della diffusione del virus SARS-Co V-2, tra cui rientrano espressamente:

  • quelli edilizi necessari per il rifacimento di spogliatoi e mense, per la realizzazione di spazi medici, di ingressi e spazi comuni, nonché per l’acquisto di arredi di sicurezza (sono ricomprese in tale insieme gli interventi edilizi funzionali alla riapertura o alla ripresa dell’attività, fermo restando il rispetto della disciplina urbanistica).
  • gli interventi per l’acquisto degli “arredi di sicurezza” ossia quelli finalizzati a garantire la riapertura delle attività commerciali in sicurezza.

Ammessi sono anche quelli che l’Agenzia delle Entrate fa rientrare nella voce “investimenti agevolabili”, vale a dire quegli “investimenti che permettono di acquisire strumenti o tecnologie che possono garantire lo svolgimento in sicurezza dell’attività lavorativa da chiunque prestata (ad esempio: titolari, soci, dipendenti, collaboratori), siano essi sviluppati internamente o acquisiti esternamente”.

Per l’Amministrazione finanziaria, quindi, rientrano ad esempio, nell’agevolazione i programmi software, i sistemi di videoconferenza, quelli per la sicurezza della connessione, nonché gli investimenti necessari per consentire lo svolgimento dell’attività lavorativa in smart working.

Espressamente, pertanto, le Entrate ritengono che danno diritto al credito d’imposta anche le spese sostenute per l’acquisto di software purché rispettino la predetta finalità e l’acquisto di tutti quegli strumenti necessari a favorire il lavoro da casa, tra cui certamente possono farsi rientrare, computer, tablet, ecc.

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