Bonus cervelli estero: rimpatriati a rischio restituzione come con gli 80 euro?

I requisiti per il bonus impatriati non devono essere rispettati solo al momento della domanda: ecco come mantenere il diritto ed evitare la restituzione come avvenuto per gli 80 euro del bonus Irpef

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I requisiti per il bonus impatriati non devono essere rispettati solo al momento della domanda: ecco come mantenere il diritto ed evitare la restituzione come avvenuto per gli 80 euro del bonus Irpef

Il cd bonus cervelli per i rimpatriati dall’estero presuppone dei requisiti per il riconoscimento. Chi non li mantiene dopo l’erogazione rischia di essere chiamato alla restituzione, proprio come sta avvenendo con gli 80 euro. La restituzione prevede inoltre anche il pagamento di sanzioni e interessi.

Il Mef ha chiarito tra le altre cose il divieto di cumulo dell’agevolazione con gli altri incentivi per il rientro in Italia dei ricercatori trasferiti all’estero, ovvero del bonus fiscale previsto dal Dlgs 147/2015 (“decreto internazionalizzazione”), in base al quale il reddito di lavoro dipendente prodotto nel territorio dello Stato da lavoratori altamente qualificati, che trasferiscono la residenza in Italia, concorre alla formazione della base imponibile in misura del 70%.

Bonus cervelli 2016: requisiti per i rimpatriati

Le ulteriori richieste indicate nel decreto sono:

  • i lavoratori non devono aver risieduto in Italia nei cinque periodi d’imposta precedenti il trasferimento e devono restare nel Paese per almeno due anni dopo il rientro;
  • l’attività lavorativa deve svolgersi presso un’impresa residente nel territorio dello Stato in virtù di un rapporto di lavoro instaurato con questa o con società che direttamente o indirettamente controllano la stessa impresa, ne sono controllate o sono controllate dalla stessa società che controlla l’impresa;
  • l’attività va prestata in Italia per un periodo minimo di 183 giorni nell’arco di ciascun periodo d’imposta;
  • i lavoratori devono svolgere funzioni direttive e/o essere altamente specializzati e qualificati (Dlgs 108/2012 e Dlgs 206/2007).

Possono usufruire degli stessi sconti i cittadini dell’Unione europea laureati che hanno svolto un’attività di lavoro dipendente, autonomo o d’impresa o che hanno studiato per conseguire il titolo o una specializzazione post lauream, all’estero, senza soluzione di continuità per almeno gli ultimi ventiquattro mesi.

Chi non mantiene questi requisiti rischia di essere chiamato alla restituzione del bonus cervelli.

 

 

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