Bonus centri estivi, tariffe in aumento con gli incentivi del governo

Riaprono i centri estivi, ma con i bonus pubblici i prezzi tendono a lievitare anche del 20%. Consumatori infuriati: lo Stato non vigila sull’andamento dei prezzi.

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Riaprono i centri estivi, ma con i bonus pubblici i prezzi tendono a lievitare anche del 20%. Consumatori infuriati: lo Stato non vigila sull’andamento dei prezzi.

Ripartono i centri estivi. Il governo ha dato l’ok per la riapertura dal 15 giugno 2020 dei progetti educativi e ricreativi per bambini e ragazzi nel periodo estivo.

Ma come prevedibile, i prezzi tendono a lievitare un po’ ovunque quest’anno arrivando anche a punte di incremento dei costi di oltre il 20% con la giustificazione dei maggiori costi da sostenere per la messa in sicurezza dei luoghi e degli ambienti nel rispetto della normativa sanitaria.

I rincari dei centri estivi

Ad accorgersi dei rincari non sono solo le famiglie, ma anche le associazioni dei consumatori che hanno notato come i rincari siano scattati in coincidenza con l’erogazione dei bonus per i centri estivi. Come previsto dal decreto Rilancio, infatti, le famiglie possono beneficiare quest’anno di 1.200 euro di bonus per centri estivi e ricreativi e quindi, come sta avvenendo per il bonus vacanze i prezzi salgono. In pratica, laddove lo Stato garantisce dei bonus o degli incentivi per acquistare prodotti e servizi, i prezzi aumentano. E’ statisticamente provato. Al punto che molte famiglie rinunciano o hanno intenzione di rinunciare.

Dove c’è bonus statale, c’è aumento dei prezzi

Insomma, lo Stato, in assenza di controlli sui prezzi, rischia di non incentivare realmente la ripresa dei consumi e far lievitare l’inflazione. Il contrario di quanto dovrebbe essere fatto in periodi di crisi economica per evitare l’aumento della spesa pubblica e il deterioramento del potere di acquisto delle famiglie. Se, a conti fatti, detratti i bonus, una famiglia spende tanto come lo scorso anno in un contesto di profonda crisi economica, tanto vale istituire i bonus. “Si tratta di manovre speculative, tese a lucrare ed assorbire il bonus. Così la misura rivolta alle famiglie si trasforma in una misura di sostegno ai centri – tuonano le associazioni dei consumatori -. Facciamo appello al Governo perché intervenga per evitare che gli aiuti varati vengano così annullati, bensì vadano realmente alle famiglie.

A chi spetta il bonus centri estivi

Il bonus per i centri estivi non è altro che il bonus baby sitter erogato dall’Inps che può essere speso anche per l’iscrizione dei figli ai centri estivi. Il bonus è rivolto a dipendenti del settore privato; lavoratori iscritti in via esclusiva alla Gestione separata  (di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335); autonomi iscritti all’Inps; autonomi iscritti alle casse professionali  (previa la comunicazione da parte delle rispettive casse previdenziali del numero dei beneficiari). Esso spetta inoltre ai lavoratori dipendenti del settore sanitario pubblico e privato accreditato, alternativamente al congedo specifico di cui stiano già fruendo, appartenenti alle seguenti categorie: medici; infermieri; tecnici di laboratorio biomedico; tecnici di radiologia medica; operatori sociosanitari. Interessato è anche il personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico impiegato per le esigenze connesse all’emergenza sanitaria.

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