Ultime notizie sul ritorno del Bonus Cashback

L’introduzione del Bonus Cashback ha avuto effetti positivi sull’incremento di operazioni con Pos, e presto potrebbe tornare.

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Rimborsi cashback 150 euro: arrivano i primi bonifici, ma sono i 1.500 che fanno gola

Come già sappiamo, il bonus cashback è stato sospeso a partire dal secondo semestre del 2021, cioè dal primo luglio. Così è stato deciso Cabina di Regia che si è tenuta a Palazzo Chigi soltanto qualche settimana fa.

Ovviamente, i bonifici delle somme accumulare durante il primo semestre saranno comunque effettuati.

Eppure, non è tutto finito. Il Governo, infatti, starebbe effettuando ulteriori approfondimenti sulla sostenibilità della misura. In altre parole, bisogna valutare se i benefici del bonus cashback siano adeguati quantomeno a coprirne i costi. Se così fosse, l’intero programma potrebbe tornare già dal primo semestre del 2022.

Bonus Cashback, i motivi della sua sospensione

Per quale motivo il Governo ha deciso di sospendere definitivamente il bonus cashback?

Il cashback, spiegano fonti di Palazzo Chigi, “ha un carattere regressivo ed è destinato ad indirizzare le risorse verso le categorie e le aree del Paese in condizioni economiche migliori”.

Secondo i primi dati raccolti sul bonus cashback, infatti, i maggiori utilizzatori sono stati gli abitanti del nord Italia, residenti in grandi città e con un reddito medio-alto.

La misura, dunque, rischia di accentuare le disuguaglianze favorendo le famiglie più ricche.

La misura potrebbe ritornare, ma sono necessarie ulteriori valutazioni

Come già detto in apertura, il Governo starebbe effettuando ulteriori approfondimenti sulla sostenibilità della misura.

Lo stesso Ministro dell’Economia e delle Finanze, Daniele Franco, nel corso dell’audizione sulle tematiche relative alla riforma fiscale nelle commissioni Finanze di Senato e Camera, ha espressamente dichiarato che:

l’introduzione del cashback ha avuto degli effetti positivi sull’incremento di operazioni con Pos”.

Adesso è necessario valutare se i benefici della misura siano adeguati a coprirne i costi, ben 1,5 miliardi. Se così fosse, spiega Franco, nulla impedirebbe di riprenderne la sua attuazione per il primo semestre dell’anno prossimo.

 

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