Bonus Casalinghe finalizzato a rafforzare l’autonomia e la libertà di scelta delle donne. Di cosa si tratta?

Troppe le donne ancora fuori dal mondo del lavoro. Il bonus casalinghe è finalizzato alla formazione e ad incrementare le opportunità culturali e l'inclusione sociale delle donne che svolgono attività domestica a titolo gratuito.

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Troppe le donne ancora fuori dal mondo del lavoro. Il bonus casalinghe è finalizzato alla formazione e ad incrementare le opportunità culturali e l'inclusione sociale delle donne che svolgono attività domestica a titolo gratuito.

Il bonus casalinghe (o fondo formazione casalinghe), inserito nel decreto di agosto, consiste, sostanzialmente, in un fondo da 3 milioni di euro l’anno, istituito presso il ministero dell’Economia, finalizzato alla formazione e ad incrementare le opportunità culturali e l’inclusione sociale delle donne che svolgono attività domestica a titolo gratuito.

Il fondo, bisogna dirlo, non è dei più consistenti ma, secondo quanto dichiarato dalla stessa ministra per le pari opportunità e la famiglia, Elena Bonetti, si tratterebbe soltanto di un primo piccolo passo verso un più ampio progetto sulla formazione delle donne. Vediamo meglio di cosa si tratta.

Fondo formazione casalinghe

Spiega la ministra Bonetti: “sono molte, troppe, le donne ancora fuori dal mondo del lavoro e tante in questi mesi ne sono uscite loro malgrado”.

Il fondo, come già detto, dovrebbe essere il primo piccolo passo verso un più ampio progetto di formazione a favore delle casalinghe.

Attraverso nuovi bandi, verranno istituiti corsi di formazione per le donne, specialmente in ambito finanziario e digitale, anche se non vengono esclusi quelli per sviluppare competenze tecniche manuali.

I corsi saranno finalizzati a rafforzare l’autonomia e la libertà di scelta delle donne, offrendo strumenti per l’acquisizione di una autonomia economica.

Ad ogni modo, per conoscere i criteri e le modalità di fruizione dei corsi, nonché per avere ulteriori dettagli relativi al bonus casalinghe bisognerà attendere il decreto della ministra per le pari opportunità, il quale dovrà essere emanato entro la fine di quest’anno.

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