Bonus casa e mutuo: le novità del 2019

Quali novità sono state approvate per il 2019 per bonus casa e mutuo? Che cosa è cambiato? 

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Quali novità sono state approvate per il 2019 per bonus casa e mutuo? Che cosa è cambiato? 

Quali novità sono state approvate per il 2019 per bonus casa e mutuo? Che cosa è cambiato nel settore edilizio con l’approvazione del decreto crescita? Il pacchetto di misure riservate all’immobiliare contiene una serie di aggiornamenti importanti in merito a bonus casa, mutuo e sisma. Ai condòmini il Governo ha riconosciuto la possibilità di cedere ai fornitori la detrazione per gli interventi agevolati tramite eco e sismabonus in cinque anni. Fino ad ora la possibilità di recuperare il credito fiscale prevedeva dieci anni quindi i tempi sono stati dimezzati.

Altra misura importante riguarda il rifinanziamento del Fondo per l’acquisto della prima casa: uno strumento utilissimo per sostenere le famiglie alle prese con i mutui. Infine, è stata estesa alle zone di rischio sismico 2 e 3 la possibilità per i costruttori di vendere con i bonus le unità abitative di edifici demoliti e ricostruiti con criteri antisismici. Vediamo più nel dettaglio una ad una le novità.

Ecobonus 2019: diventa più facile

Stando alle nuove disposizioni il beneficiario delle detrazioni (cioè il contribuente) può scegliere di avere uno sconto sulla fattura di pari importo da parte del «fornitore che ha effettuato gli interventi». Di contro, quest’ultimo, ottiene un credito d’imposta in compensazione, in cinque quote annue uguali (secondo il meccanismo di cui al Dlgs 241/97) e senza i limiti previsti dalle leggi 388/2000 e 244/2007.

Lo sconto deve essere di importo pari alla detrazione, quindi, ad esempio, se la fattura dei lavori è di 10 mila euro con detrazione del 65% il committente-contribuente otterrà uno sconto immediato di 6.500 euro e il fornitore potrà portare in compensazione le imposte a suo carico con un credito d’imposta di 1.300 euro all’anno per cinque anni. In altre parole l’importo dello sconto sulla fattura non è oggetto di contrattazione, come invece si può essere il prezzo di acquisto del credito fiscale se si sceglie l’altra possibilità che resta comunque in vigore.

L’obiettivo della norma è quello di semplificare la procedura per contribuenti-committenti e, al tempo stesso, tutelarli in merito a trattative di cessione del credito fiscale che non sempre vanno a buon fine.

Sarà compito dell’Agenzia delle Entrate, entro il termine di 30 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto crescita, emanare un provvedimento di attuazione. Da notare che, con la nuova procedura, non  sarà, però, ammissibile per l’impresa procedere con un’ulteriore cessione del credito a terzi. D’altro canto però la nuova modalità di cessione offre una soluzione al problema del bonifico parlante pari al 100% della spesa dell’intervento, posto che  l’amministratore di condominio dovrebbe fare il pagamento solo della parte di spesa che residua dal credito ceduto.

Zone 2 e 3: ammessa la domanda per il Sismabonus al 75 o 85%

In merito al sismabonus 2019 la novità più grande riguarda la possibilità di chiedere la detrazione del 75% (in caso di riduzione del rischio sismico che comporti il passaggio ad una sola classe di rischio inferiore) o dell’85% (se il passaggio è di due classi inferiori di rischio) sul prezzo di acquisto anche per le vendite di case ubicate nelle zone a rischio sismico 2 e 3. L’ammontare massimo di spesa resta fissato a 96 mila euro. Ad oggi infatti sono agevolabili tramite Sismabonus solamente le costruzioni nella zona 1, la più pericolosa. Nota: la possibilità di cessione detrazioni in cambio di uno sconto viene riconosciuta anche in questa ipotesi.

Rigenerazione urbana

Radere al suolo e ricostruire ex novo diventa più facile e conveniente. E’ l’effetto del bonus per la rigenerazione urbana. In pratica fino al 31 dicembre 2021 viene fissata a 600 euro come quota fissa la cifra dovuta per imposte di registro, ipotecaria e catastale relativa a cessioni di interi fabbricati a imprese di costruzione o ristrutturazione che, entro i successivi dieci anni, li demoliscano e ricostruiscano (anche eventualmente apportando variazioni volumetrica se ammesse).

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