Bonus casa con sconto in fattura: la voce di costo che non ti aspetti

In caso di opzione per lo sconto in fattura a fronte dei bonus casa, il contribuente deve aspettarsi una voce di costo non messa in conto

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Come si chiede lo sconto in fattura: guida alla procedura

Chi si aspetta che, optando per lo sconto in fattura a fronte dei bonus per lavori a casa, si vedrà applicata la percentuale di detrazione fiscale sull’esatta spesa riferita ai soli interventi, si sbaglia.

C’è, infatti, da considerare una voce di costo in fattura che le imprese esecutrici dei lavori ed i fornitori, addebito al committente. Vediamo quale.

Le due opzioni per i bonus casa

Con riferimento alle spese sostenute nel 2020 e 2021, il legislatore riconosce la possibilità, a fronte di spese che danno diritto ai bonus casa (bonus ristrutturazione, ecobonus ordinario, bonus facciate, ecc.), di optare, in luogo della detrazione fiscale:

  • per lo sconto in fattura
  • oppure per la cessione del credito a terzi soggetti (inclusi l’impresa esecutrice dei lavori ed inclusi istituti di credito e finanziari).

Stessa possibilità di opzione anche per il bonus 110.

Come funziona lo sconto

In caso di opzione per lo sconto in fattura, l’impresa esecutrice dei lavori (che accorda lo sconto), dunque, applica nella fattura uno sconto pari alla misura della detrazione spettante (solo in caso di bonus 110 lo sconto non può essere superiore al 100%).

Quindi, se ad esempio trattasi di fattura avente ad oggetto spese per lavori di ristrutturazione, lo sconto in fattura sarà del 50%, oppure se, ad esempio, si tratta di bonus facciate lo sconto sarà del 90%.

L’impresa che accorda il beneficio, a sua vola poi recupera il corrispettivo nella forma del credito d’imposta che potrà utilizzare in compensazione oppure cedere a terzi (ad esempio banche e poste). Laddove questa dovesse decidere per la cessione, chi acquisisce il credito trattiene una certa percentuale.

Esempio

A fonte di uno sconto in fattura concesso, l’impresa matura un credito d’imposta di 2.000 euro che decide di cedere alla banca.

Quest’ultima per acquisire il credito paga all’impresa 1.800 euro. La differenza (ossia 200 euro) rappresenta un costo per l’impresa cedente.

E’ questa voce di costo (200 euro) che l’impresa poi ribalta sul cliente.

Un esempio di fattura con sconto 50%

Di seguito un esempio di fattura per l’acquisto di una stufa a pellet (bonus ristrutturazione 50%) con sconto:

  • Termostufa Palazzetti Idro Plus = 3.300 euro
  • Costo pratica = 120 euro
  • Installazione = 300 euro
  • Costo per cessione credito = 400 euro
  • Totale fattura = 4.120 euro
  • Da pagare = 2.060 euro (ossia il 50% di 4.120 euro)

Come si può notare, dunque, nell’esempio, il fornitore fa concorrere il costo per la successiva cessione del credito, all’importo totale della fattura su cui applicare lo sconto del 50% previsto per il bonus casa.

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