Bonus bebè e bonus mamma 2018, il punto: richieste, sentenze di rimborso e aggiornamenti

A che punto siamo con il bonus bebè e il bonus mamma domani 2018? Facciamo il punto dopo le ultime richieste e la sentenza del Tribunale di Milano: ecco come potrebbero cambiare le cose.

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A che punto siamo con il bonus bebè e il bonus mamma domani 2018? Facciamo il punto dopo le ultime richieste e la sentenza del Tribunale di Milano: ecco come potrebbero cambiare le cose.

Il dibattito su bonus bebè e bonus mamma 2018 continua ad essere piuttosto acceso: da un lato ci sono le richieste di interventi correttivi prima di fine anno per rendere la misura più equa, dall’altro una recentissima sentenza del tribunale di Milano che amplia enormemente la platea di beneficiari ammessi potenzialmente a fare domanda per il bonus mamma domani. Facciamo il punto sulle ultime novità relative al bonus bebè 2018 e al bonus mamma domani.

Bonus bebè 2018: potrebbe tornare a 80 euro per tre anni?

Ap ha depositato in Commissione Bilancio un emendamento alla manovra che punta a prorogare per un altro anno la misura del bonus bebè così come prevista nella legge di Stabilità che lo ha introdotto nel 2015. Si tratta di un intervento che in pratica prevede di non intaccare le risorse destinate a questo bonus.
Dal fronte Pd arriva la richiesta di integrare gli eventuali 40 euro spettanti nel 2019 e 2020 per i nati nel 2018 con una maggiorazione basata sul reddito. Nello specifico la proposta prevede: 27 euro extra per nuclei familiari di appartenenza del genitore richiedente rassegno in condizione economica corrispondente a un valore dell’Isee non superiore a 25.000 euro annui e un aumento di 54 euro qualora il nucleo familiare di appartenenza del genitore che fa domanda per l’assegno non superi un valore dell’Isee di 7.000 euro annui.

Bonus mamma domani: ne hanno diritto anche le donne straniere

E’ di questi giorni la sentenza del Tribunale di Milano che riconosce il diritto al bonus mamma domani alle donne straniere con permesso di soggiorno lungo accogliendo le richieste delle associazioni contro l’Inps. L’assegno pari a 800 euro una tantum spetta quindi, a differenza di quanto aveva previsto la circolare Inps, alle donne straniere con permesso di soggiorno di lungo periodo.

Tito Boeri aveva spiegato che la circolare si era limitata ad applicare le “indicazioni scritte della Presidenza del Consiglio”, come del resto già fatto per il bonus bebè. Già il tribunale di Bergamo aveva fatto notare che l’esclusione non era coerente con la direttiva 2011/98 dell’Unione Europea ma al Tribunale di Milano non è neppure servito richiamare norme comunitarie. Escludere le mamme straniere con permesso di soggiorno lungo dal bonus mamma, spiegano i giudici, è contrario alla legge italiana.

“Confidiamo che ora l’Inps si adegui rapidamente alla decisione del Tribunale – ha commentato l’avvocato Alberto Guariso che rappresentava le associazioni ricorrenti – evitando così il diffondersi di un contenzioso che sarebbe non solo oneroso per lo stesso Inps ma, soprattutto, ingiusto per la difformità di trattamento che verrebbe a crearsi in una materia così delicata tra chi agisce in giudizio e chi fa affidamento sulle erronee comunicazioni dell’Inps”.

Sono due aggiornamenti importanti soprattutto se si tiene conto dei limiti di copertura finanziaria che già hanno creato un acceso dibattito in merito ai bonus bebè e mamma domani 2018.

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