Bonus assunzione: cosa succede se il beneficiario del reddito di cittadinanza si licenzia?

Se il lavoratore beneficiario del reddito di cittadinanza si licenzia che cosa succede? Il datore "intasca" comunque il bonus?

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Se il lavoratore beneficiario del reddito di cittadinanza si licenzia che cosa succede? Il datore

La normativa sul reddito di cittadinanza prevede che il datore che assume il beneficiario del sussidio ottiene un bonus sotto forma di sgravio contributivo. Questo è subordinato alla permanenza in essere del contratto. Quindi è chiaro che se il datore licenzia il dipendente assunto con lo sgravio, perde l’agevolazione e dovrà restituire il bonus “salvo che il licenziamento avvenga per giusta causa o per giustificato motivo”.

Ma che cosa succede se è il lavoratore a licenziarsi? L’ipotesi è concretamente possibile perché non tutti i rapporti di lavoro sono destinati a durare. Il lavoratore potrebbe non trovarsi bene nell’ambiente lavorativo perché magari questo, per diversi motivi, non rispecchia le sue aspettative o ambizioni. Oppure potrebbe ricevere una proposta economicamente o professionalmente più allettante e, quindi, decidere di licenziarsi. Sul punto c’è attualmente un vuoto legislativo.

Dimissioni del beneficiario del reddito di cittadinanza: che fine fa il bonus assunzione?

Più che di licenziamento, dunque, dovremmo parlare in questa ipotesi di dimissioni del lavoratore.

Come abbiamo visto la legge sul punto non dice nulla. Non si può fare altro quindi che avanzare ipotesi. A logica una possibile interpretazione potrebbe essere quella di riparametrare il valore del bonus assunzione sulla base dei mesi effettivamente lavorati. Ma anche questa resta un’ipotesi.

Ricordiamo che, al momento, il calcolo del bonus si può ottenere in due modi:

  • Per le assunzioni a tempo pieno e indeterminato di un beneficiario del sussidio, alle aziende viene riconosciuto l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali dovuti, fatta eccezione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, nel limite massimo corrispondente alla differenza tra 18 mensilità di reddito di cittadinanza e quello già goduto dal beneficiario stesso. In ogni caso non superiore a 780 euro mensili e non inferiore a cinque mensilità.
  • Per le assunzioni di un beneficiario di reddito di cittadinanza a tempo pieno e indeterminato, attraverso l’attività svolta da enti di formazione accreditati, l’importo dello sgravio contributivo, è pari alla metà della differenza tra l’importo di 18 mensilità di reddito di cittadinanza e quello già usufruito dal lavoratore. In ogni caso non superiore a 390 euro mensili e non inferiore a sei mensilità. La restante metà viene riconosciuta, sempre a titolo di sgravio contributivo, all’ente accreditato che ha inserito lavoratore assunto in un percorso di formazione professionale.

Bonus lavoro, non solo reddito di cittadinanza: guida alle alternative

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