Bonus al 36 e 55% : tagliata la ritenuta d’acconto sui bonifici

Il Dl 98/11 convertito in legge n. 111 del 2011, la manovra di luglio, ha ridotto nettamente il valore della ritenuta dal 10 al 4% per le spese effettuate per interventi di ristrutturazione edilizia

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
Il Dl 98/11 convertito in legge n. 111 del 2011, la manovra di luglio, ha ridotto nettamente il valore della ritenuta dal 10 al 4% per le spese effettuate per interventi di ristrutturazione edilizia

Il dl 98/11 convertito in legge n. 111 del 2011, la cosiddetta prima manovra correttiva 2011, ha introdotto una drastica riduzione del valore della trattenuta che deve essere applicata sui pagamenti con bonifici bancari o postali, da parte del soggetto che ha sostenuto spese per ristrutturazione edilizia o risparmio energetico. Una drastica riduzione che va dal 10 al 4%.

 

Disciplina previgente

La disposizione di riferimento è sia l’art. 25 del d.l. n. 78 del 2010, sia  il provvedimento direttoriale dell’Agenzia delle Entrate, il n. 94288/2010. Il primo, l’articolo del dl 78/10 ha previsto la trattenuta al 10%, solo sui bonifici bancari e postali, mentre il secondo ha precisato quali siano le spese che possono essere pagate con bonifici bancari o postali per cui opera la trattenuta, ossia spese di ristrutturazione edilizia e risparmio energetico.

 

Detrazioni Irpef al 36 e 55%

E’ opportuno specificare che in caso di spese fronteggiate per queste ristrutturazioni edilizie e interventi di risparmio energetico, si prevede la possibilità per il contribuente di beneficiare di una detrazione sull’imposta sul reddito, Irpef o Ires, rispettivamente del 36 per cento, in caso di  interventi di recupero edilizio e del 55 per cento, per quegli interventi volti invece al risparmio energetico. Al fine preciso di spingere i contribuenti a usare forme alternative di energia, come i  pannelli solari o le pale eoliche, e tutelare l’incolumità collettiva in caso di rischi e pericoli  che derivano da abitazioni che non rientrano nei parametri individuati dalla legge.

 

La legge n. 111 del 2011

La manovra estiva 2011, il dl 98/11 convertito in legge n. 111 del 2011, taglia nettamente dal 10 al 4%, il valore della trattenuta che l’istituto di credito e gli uffici postali devono effettuare con il modello di versamento F24 con delega, usando il codice tributo 1039, ma solo sui pagamenti effettuati con bonifico per fronteggiare le spese poc’anzi indicate. Ciò significa che deve essere usato solo il bonifico e come tale non valgono altre forme di pagamento, come assegni, carte di credito, contanti,ecc. Si riconoscono sempre le detrazioni previste in precedenza.

 

Le imprese beneficiarie

Finalità della trattenuta operata dagli istituti bancari e postali è quella di operare a titolo di acconto delle imposte sui redditi dovute dalle imprese che eseguono tali opere  e potrà essere utilizzata dalle stesse, in abbattimento delle imposte liquidate in sede di dichiarazione dei redditi. Scopo della novità introdotta dalla prima manovra correttiva estiva, è quello di ridurre l’onere posto in capo in maniera particolare alle imprese artigiane. Applicando la ritenuta al 10%, le imprese che hanno effettuato e sostenuto lavori di ristrutturazione o recupero energetico, hanno ricevuto un bonifico che, al netto della ricevuta, non corrispondeva certamente ai costi sostenuti. La conseguenza lampante è stata una consistente perdita di liquidità, soprattutto per le imprese artigiane operanti nell’edilizia. Una perdita questa che è stata in un certo senso rivalutata, con la riduzione del valore della trattenuta dal 10 al 4 per cento.

La ritenuta per i  professionisti

La normativa speciale sulla ritenuta, prevista ora al 4%, ha il merito di essere una disciplina speciale che prevale su quella generale. Ciò significa in sostanza che se sussiste l’obbligo di effettuare la ritenuta al 4%, i committenti devono pagare le fatture dei professionisti o delle imprese, al lordo delle ritenute d’acconto usuali, che sono del 20% per il singolo professionista, al 4% invece quando il committente è un condominio. A bene vedere, sono i professionisti a subire una riduzione del bonifico che dal 20 per cento è ridotto al 4.

 

Ristrutturazioni edilizie e adempimenti burocratici

Per ciò che concerne i lavori di recupero edilizio e gli adempimenti burocratici connessi, è bene specificare che già dal 14 maggio scorso, sono stati abrogati degli oneri amministrativi importanti. In primo luogo, è venuto meno l’obbligo di indicare nella fattura emessa il costo della manodopera impiegata nell’esecuzione dei lavori di ristrutturazione, così viene meno anche l’obbligo di inviare in maniera preventiva la comunicazione di inizio lavori al Centro Operativo di Pescara dell’Agenzia delle entrate. Permangono però alcuni adempimenti come l’onere di indicare comunque nella dichiarazione dei redditi, per poter fruire  del bonus del 36%, occorre,  i dati catastali dell’immobile oggetto dell’intervento di recupero edilizio, insieme agli estremi di registrazione dell’atto che ne dispone l’eventuale godimento e altri dati richiesti per verificare la possibilità di beneficiare della detrazione. Non viene meno inoltre l’obbligo che riguarda la documentazione che deve essere esibita su richiesta degli uffici competenti.

 

I documenti che vanno conservati ed esibiti a richiesta

Con il provvedimento del 3 novembre 2011, il n. 149646, l’Agenzia delle entrate fornisce l’elenco della documentazione che i contribuenti devono tenere a disposizione e, a richiesta, esibire agli uffici richiedenti. I documenti che devono essere conservati sono  le abilitazioni amministrative richieste dalla vigente legislazione edilizia in relazione alla tipologia di lavori da realizzare (Concessione, autorizzazione o comunicazione di inizio lavori).

Nel caso in cui la normativa non preveda alcun titolo abilitativo per la realizzazione di determinati interventi di ristrutturazione edilizia comunque agevolati dalla normativa fiscale, la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà,  ai sensi dell’art. 47 del DPR 28 dicembre 2000, n. 445, in cui venga indicata la data di inizio dei lavori ed attestata la circostanza che gli interventi di ristrutturazione edilizia posti in essere rientrano tra quelli agevolabili, anche se gli stessi non necessitano di alcun titolo abilitativo, ai sensi della normativa edilizia vigente.

Altri documenti che devono essere conservati sono:
– la domanda di accatastamento per gli immobili non ancora censiti;
– le ricevute di pagamento dell’imposta comunale sugli immobili, se dovuta;
– la delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori, per gli interventi riguardanti parti comuni di edifici residenziali, e la tabella millesimale di ripartizione delle spese;
– la dichiarazione di consenso del possessore all’esecuzione dei lavori, in caso di lavori effettuati dal detentore dell’immobile, se diverso dai familiari conviventi;
– la comunicazione preventiva indicante la data di inizio dei lavori all’Azienda sanitaria locale, qualora la stessa sia obbligatoria, secondo le vigenti disposizioni in materia di sicurezza dei cantieri;
– le fatture e le ricevute fiscali che provano le spese effettivamente sostenute;
– le ricevute dei bonifici di pagamento.

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Argomenti: Bonus e detrazioni, Tasse e Tributi