Bonus affitti esteso alla sublocazione delle associazioni sportive dilettantistiche

Un’associazione sportiva dilettantistica iscritta al Coni può accedere al bonus affitti previsto dall'articolo 28 del decreto “Rilancio”, per i canoni corrisposti sulla base di un contratto di sublocazione?

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Un’associazione sportiva dilettantistica iscritta al Coni può accedere al bonus affitti previsto dall'articolo 28 del decreto “Rilancio”, per i canoni corrisposti sulla base di un contratto di sublocazione?

L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 68 / E del 20 ottobre 2020, fornisce utili chiarimenti in merito al cosiddetto bonus affitti.

In questo caso il chiarimento riguarda la fruizione del bonus da parte di un’associazione sportiva dilettantistica, in relazione ai canoni corrisposti sulla base di un contratto di sublocazione. Vediamo meglio di cosa si tratta.

Quesito del contribuente

L’Istante, un’Associazione Sportiva Dilettantistica (ASD), dichiara di aver preso in sublocazione da settembre 2019, un ufficio di categoria A/10 per la propria sede sociale.

Lo stesso chiede se il bonus affitti previsto dall’articolo 28, commi 1 e 4, del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34, nella misura del 60 per cento dell’ammontare mensile del canone di locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento delle attività descritte nello citato articolo, trovi applicazione anche per i canoni derivanti dai contratti di sublocazione.

Bonus affitti per enti non commerciali

L’Agenzia delle Entrate risponde con esito positivo al quesito del contribuente.

La questione è complessa e, prima di dare una risposta, l’Agenzia espone in modo dettagliato le motivazioni del suo giudizio.

Il comma 1 dell’articolo 28 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34 prevede che:

“il credito d’imposta spetta a condizione che i soggetti abbiano subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi nel mese di riferimento di almeno il cinquanta per cento rispetto allo stesso mese del periodo d’imposta precedente e che la misura dell’agevolazione sia commisurata all’importo versato nel periodo d’imposta 2020 con riferimento a ciascuno dei mesi di marzo, aprile e maggio e giugno”.

Il bonus spetta anche agli enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, ma, solamente, in relazione al canone di locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività istituzionale.

Come precisato nella citata circolare 14/E, i predetti soggetti possono fruire del bonus affitti, anche nelle ipotesi in cui l’ente svolga, oltre all’attività istituzionale, anche un’attività commerciale, in modo non prevalente o esclusivo.

Ai fini dell’ottenimento del bonus, ad ogni modo, i ricavi di tale attività non devono superare la soglia dei 5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente.

Gli enti non commerciali devono prendere in considerazione i soli ricavi con rilevanza ai fini IRES.

Gli enti che svolgono solo occasionalmente attività commerciale non dispongono di partita IVA e, dunque, il credito d’imposta va determinato sull’importo dell’affitto al lordo dell’IVA. Per l’ente non commerciale, infatti, l’Iva rappresenta un costo che incrementa il canone di affitto dovuto.

Contratti di sublocazione, la risposta dell’ADE

Per quanto riguarda il contratto di sublocazione (disciplinato dagli articoli 1594 e 1595 del codice civile), spiega l’Ade, è in stretta dipendenza dal contratto di affitto. Per entrambe le tipologie vige lo stesso regime tributario.

L’Agenzia delle Entrate, dunque, ritiene che il credito d’imposta per i canoni di locazione possa valere anche per i canoni derivanti dai contratti di sublocazione.

Nel caso in esame, quindi, la società potrà accedere al bonus con riferimento al contratto di sublocazione, in presenza di tutti gli altri requisiti previsti dalla normativa.

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