Bonus affitti e utenze, nuovi aiuti alle famiglie dal decreto Sostegni bis: chi ne ha diritto?

Stanziate nuove risorse per i comuni da destinare a bonus affitti e utenze per le famiglie in stato di bisogno

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Bonus affitti e utenze, nuovi aiuti alle famiglie dal decreto Sostegni bis

In arrivo nuove risorse da destinare ai comuni, al fine di adottare misure urgenti di solidarietà alimentare e di sostegno alle famiglie che si trovano in stato di bisogno per il pagamento dei canoni di locazione e delle utenze domestiche (bonus affitti e utenze di acqua, luce, gas, ecc.).

A prevederlo è un nuovo articolo inserito al decreto Sostegni bis con la legge di conversione nella versione licenziata dalla Camera ed ora al vaglio del Senato.

Bonus affitti e utenze: i fondi per i comuni

I comuni italiani saranno destinatari delle risorse di un fondo dalla dotazione di 500 milioni di euro per l’anno 2021. Tali risorse verranno ripartite tra i comuni

  • per metà (250 milioni di euro) in proporzione alla popolazione residente
  • e, per la restante metà (250 milioni di euro), sulla base della distanza tra il valore del reddito pro capite di ciascun comune e il valore medio nazionale, ponderata per la rispettiva popolazione. I valori reddituali comunali di riferimento quelli relativi all’anno d’imposta 2018.

Ad ogni modo, è stabilito che il contributo minimo spettante a ciascun comune non può, comunque, risultare inferiore a 600 euro.

Bonus affitti e utenze: chi ne ha diritto

I comuni dovranno destinare le risorse:

  • all’adozione di misure urgenti di solidarietà alimentare
  • nonché per dare sostegno alle famiglie che si trovano in stato di bisogno relativamente al pagamento dei canoni di locazione e delle utenze domestiche (acqua, luce, gas, ecc.).

La finalità della norma è quella di sostenere le famiglie in stato di bisogno (verificabile mediante l’ISEE).

Con riferimento alla solidarietà alimentare può, ad esempio, trattarsi della distribuzione di buoni spesa utilizzabili per l’acquisto di generi alimentari presso gli esercizi commerciali contenuti nell’elenco pubblicato da ciascun comune nel proprio sito istituzionale oppure della distribuzione di generi alimentari e prodotti di prima necessità.

Si ricorda che simili contributi ai comuni, volti a consentire iniziative di solidarietà nei confronti delle famiglie, sono stati previsti nel corso del 2020, a partire dalla fase iniziale dell’emergenza sanitaria da Covid-19, ma finalizzati esclusivamente a iniziative di solidarietà alimentare.

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