Bonus acqua potabile, casi pratici di calcolo: questi gli importi massimi

Con la definizione della percentuale effettiva spettante per il bonus acqua potabile è possibile ora anche conoscerne l’importo massimo

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Bonus acqua potabile, ecco gli importi massimi: casi pratici di calcolo

Il quadro operativo del bonus acqua potabile (spese 2021) è completo. L’Agenzia delle Entrate, infatti, ha stabilito che il beneficio effettivamente fruibile da parte di ciascun richiedente è pari al 30,3745% della spesa sostenuta (Provvedimento del 31 marzo 2022).

L’Amministrazione ha altresì definito il codice tributo da indicare nel Modello F24 per l’utilizzo in compensazione. Il codice è 6975 (Risoluzione n. 17/E del 1 aprile 2022).

Bonus acqua potabile: cos’è e a chi spetta

Il bonus acqua potabile si concretizza in un credito d’imposta spettante a fronte di spese sostenute, per l’acquisto e per l’installazione di sistemi di filtraggio, mineralizzazione, raffreddamento e addizione di anidride carbonica alimentare E290, per il miglioramento qualitativo delle acque destinate al consumo umano erogate da acquedotti.

Ne possono beneficiare, a condizione che abbiano effettivamente sostenuto la spesa:

  • le persone fisiche (senza partita IVA)
  • soggetti esercenti attività d’impresa, arti e professioni e gli enti non commerciali, compresi gli enti del Terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti.

I criteri e le modalità attuative del beneficio sono contenuti nel Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 16 giugno 2021.

Importi massimi di spesa e modalità di utilizzo

Previsto a fronte di spese sostenute nel periodo 1° gennaio 2021 – 31 dicembre 2022, la legge di bilancio 2022 lo ha prorogato anche alle spese del 2023.

L’importo massimo delle spese su cui calcolare l’agevolazione è fissato a

  • 1.000 euro per ciascun immobile, per le persone fisiche
  • 5.000 euro per ogni immobile adibito all’attività commerciale o istituzionale, per gli esercenti attività d’impresa, arti e professioni e gli enti non commerciali.

Riguardo le modalità di utilizzo, la normativa stabilisce che, il bonus acqua potabile lo si può utilizzare:

  • per le persone fisiche non esercenti attività d’impresa o di lavoro autonomo
    • nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sostenimento delle spese agevolabili e in quelle successive fino a quando non se ne conclude l’utilizzo
    • ovvero in compensazione in F24.
  • per gli altri soggetti, esclusivamente in compensazione in F24.

Casi pratici di calcolo bonus acqua potabile

Per avere il bonus acqua potabile, è necessario inviare apposita comunicazione all’Agenzia delle Entrate. Per le spese 2021 questa andava inviata entro il 28 febbraio 2022 (per le spese 2022, la comunicazione è da inviarsi nel 2023).

E’ proprio in funzione di questo adempimento, che l’Agenzia delle Entrate, sulla base delle risorse disponibili ha definito la percentuale di credito fruibile nella misure 30,3745% della spesa sostenute.

In applicazione di detta percentuale ed in considerazione del limite massimo di spesa ammesso, ne consegue che il credito d’imposta massimo spettante è pari a:

  • 303,75 euro per ciascun immobile, per le persone fisiche (quindi, applichiamo la citata percentuale su 1.000 euro, ossia il limite massimo di spesa)
  • 1.518,72 euro per ogni immobile adibito all’attività commerciale o istituzionale, per gli esercenti attività d’impresa, arti e professioni e gli enti non commerciali.

Esempio 1

Spesa sostenuta, per un immobile, da persona fisica pari a 700 euro. In questo caso il credito spettante è pari a 212,62 euro (ossia 700 euro x 30,3745%).

Esempio 2

Spesa sostenuta, per un immobile, da persona fisica pari a 2.000 euro. In questo caso il credito spettante è pari a 303,75 euro (ossia 1.000 euro x 30,3745%).

Ricordiamo, infine, che le informazioni sugli interventi sono da trasmettere in via telematica all’Enea, entro 90 giorni dall’installazione dell’impianto.

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