Bonus 80 euro forze armate: no alle forze di polizia locali

Il bonus 80 euro per le forze armate non comprende le forze di polizia locali, ecco perchè.

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Il bonus 80 euro per le forze armate non comprende le forze di polizia locali, ecco perchè.

Anche se il governo ha esteso il bonus di 80 euro alle forze armate con la Legge di Stabilità 2016, esso non sarà esteso alle forze di polizia locali.   Ad indicarlo la Ragioneria generale dello Stato con una nota pubblicata nella giornata di ieri in cui si spiega che l’interpretazione letterale dell’articolo 1 comma 972, fa riscontrare che il bonus è riconosciuto per il solo 2016 presupponendo che i corpi interessati alla misura siano circoscritti a quelli statali.   A confermare quanto stabilito dalle relazioni tecniche il numero dei beneficiari quantificati dal governo sono circa 510mila, che rappresentano, appunto, i dipendenti in servizio presso i corpi di polizia statale non riconoscendo alcuno spazio per un possibile beneficio degli 80 euro per la polizia locale, estensione che era stata chiesta dai sindacati ai Comuni nelle scorse settimane. Come è noto il bonus non ha natura retributiva e viene corrisposto in quote di 80 euro nette mensili per un totale di 960 euro per l’anno 2016. Riportiamo integralmente il comma 972 dell’articolo 1 della legge di Stabilità 2016: 972. Nelle more dell’attuazione della delega sulla revisione dei ruoli delle Forze di polizia, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e delle Forze armate e per il riconoscimento dell’impegno profuso al fine di fronteggiare le eccezionali esigenze di sicurezza nazionale, per l’anno 2016 al personale appartenente ai corpi di polizia, al Corpo nazionale dei vigili del fuoco e alle Forze armate non destinatario di un trattamento retributivo dirigenziale e’ riconosciuto un contributo straordinario pari a 960 euro su base annua, da corrispondere in quote di pari importo a partire dalla prima retribuzione utile e in relazione al periodo di servizio prestato nel corso dell’anno 2016.

Il contributo non ha natura retributiva, non concorre alla formazione del reddito complessivo ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e dell’imposta regionale sulle attivita’ produttive e non e’ assoggettato a contribuzione previdenziale e assistenziale. Ai soggetti destinatari del contributo straordinario si applicano altresi’, ricorrendone le condizioni, le disposizioni contenute nell’articolo 13, comma 1-bis, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni. Per le finalita’ di cui al presente comma e’ autorizzata la spesa di 510,5 milioni di euro per l’anno 2016. Al fine di garantire il rispetto degli obiettivi programmatici di finanza pubblica, il Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento dell’amministrazione generale, del personale e dei servizi effettua il monitoraggio mensile dei maggiori oneri derivanti dal presente comma. Nelle more del monitoraggio, e’ accantonato e reso indisponibile l’importo di 50 milioni di euro per l’anno 2016 a valere sulle risorse del fondo di cui all’articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, come rifinanziato ai sensi del comma 63 del presente articolo. In relazione agli esiti del monitoraggio, con decreti del Ministro dell’economia e delle finanze si provvede al disaccantonamento ovvero alla riduzione delle risorse necessarie per assicurare la copertura degli eventuali maggiori oneri accertati. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni compensative tra gli stanziamenti iscritti in bilancio ai sensi del presente comma anche tra stati di previsione diversi. L’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 2, comma 3, del decreto-legge 28 dicembre 1998, n. 451, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1999, n. 40, e successivi rifinanziamenti, e’ ridotta di 5,5 milioni di euro per l’anno 2016

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