Bonus 80 euro 2015: soggetti beneficiari

Ecco chi sono i soggetti che possono avere il bonus 80 euro 2015, il credito Irpef di Renzi

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Ecco chi sono i soggetti che possono avere il bonus 80 euro 2015, il credito Irpef di Renzi

Diventa permanente il bonus 80 euro dal 1 gennaio 2015, il bonus Irpef di Renzi, grazie alla Legge di Stabilità che lo inserisce all’art. 13 del Tuir. Vediamo chi sono i soggetti che possono riceverlo.

 Bonus 80 euro: soggetti beneficiari

Il bonus 80 euro è un credito Irpef di 960,00 euro annui (80,00 euro al mese) fruibile da coloro che hanno un reddito annuo fino a 24.000 euro. Al superamento di questa soglia il bonus Irpef decresce fino ad azzerarsi al raggiungimento del livello di 26.000 euro di reddito annuo. Soggetti beneficiari del bonus 80 euro sono:

  •  lavoratori dipendenti di cui all’art. 49 Tuir (“Sono redditi di lavoro dipendente quelli che derivano da rapporti aventi per oggetto la prestazione di lavoro, con qualsiasi qualifica, alle dipendenze e sotto la direzione di altri, compreso il lavoro a domicilio quando è considerato lavoro dipendente secondo le norme della legislazione sul lavoro”
  •  lavoratori assimilati ai sensi dell’art. 50, comma 1, lettere a), b), c), c-bis), d), h) e l) del Tuir.

  APPROFONDISCI – Bonus Irpef, 80 euro al mese stabili dal 2015Bonus Irpef 80 euro, escluso per i pensionati   In particolare rientrano in quest’ultima categorie di soggetti beneficiari del bonus Irpef:

  • compensi percepiti, entro i limiti dei salari correnti maggiorati del 20 per cento, dai lavoratori soci delle cooperative di produzione e lavoro, delle cooperative di servizi, delle cooperative agricole e di prima trasformazione dei prodotti agricoli e delle cooperative della piccola pesca;
  •  indennità e i compensi percepiti a carico di terzi dai prestatori di lavoro dipendente per incarichi svolti in relazione a tale qualità, ad esclusione di quelli che per clausola contrattuale devono essere riversati al datore di lavoro e di quelli che per legge devono essere riversati allo Stato;
  •  somme da chiunque corrisposte a titolo di borsa di studio o di assegno, premio o sussidio per fini di studio o di addestramento professionale, se il beneficiario non è legato da rapporti di lavoro dipendente nei confronti del soggetto erogante;
  • c-bis) le somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo d’imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione agli uffici di amministratore, sindaco o revisore di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica, alla collaborazione a giornali, riviste, enciclopedie e simili, alla partecipazione a collegi e commissioni, nonché quelli percepiti in relazione ad altri rapporti di collaborazione aventi per oggetto la prestazione di attività svolte senza vincolo di subordinazione a favore di un determinato soggetto nel quadro di un rapporto unitario e continuativo senza impiego di mezzi organizzati e con retribuzione periodica prestabilita, sempreché gli uffici o le collaborazioni non rientrino nei compiti istituzionali compresi nell’attività di lavoro dipendente di cui all’articolo 46, comma 1, concernente redditi di lavoro dipendente, o nell’oggetto dell’arte o professione di cui all’articolo 49, comma 1, concernente redditi di lavoro autonomo, esercitate dal contribuente
  •  remunerazioni dei sacerdoti, di cui agli articoli 24, 33, lettera a), e 34 della legge 20 maggio 1985, n.
    222, nonché le congrue e i supplementi di congrua di cui all’articolo 33, primo comma, della legge 26 luglio 1974, n. 343;
  •  rendite vitalizie e le rendite a tempo determinato, costituite a titolo oneroso, diverse da quelle aventi funzione previdenziale. Le rendite aventi funzione previdenziale sono quelle derivanti da contratti di assicurazione sulla vita stipulati con imprese autorizzate dall’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private (ISVAP) ad operare nel territorio dello Stato, o quivi operanti in regime di stabilimento o di prestazioni di servizi, che non consentano il riscatto della rendita successivamente all’inizio dell’erogazione;
  • h-bis) le prestazioni pensionistiche di cui al decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124, comunque erogate;
  • compensi percepiti dai soggetti impegnati in lavori socialmente utili in conformità a specifiche disposizioni normative.

Come si legge nelle istruzioni al 730/2014, per l’anno 2014 l’importo del credito Irpef è di 640 euro per i possessori di reddito complessivo non superiore a 24.000 euro; in caso di superamento del predetto limite, il credito decresce fino ad azzerarsi al raggiungimento di un reddito complessivo pari a 26.000 euro.

Il credito è attribuito dal datore di lavoro in busta paga (massimo 80 euro mensili), a partire dal mese di maggio 2014. Il credito è rapportato al periodo di lavoro, considerando il numero di giorni di lavoro nell’anno. Sono escluse le partite IVA e i pensionati.

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