Bonus 150 euro, cosa fare prima di elaborare busta paga di novembre

Ecco alcune cose importanti che bisogna fare prima di pagare il bonus 150 euro busta paga per non cadere in errore

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I lavoratori statali (chi ne ha i requisiti) ha già ricevuto il pagamento del bonus 150 euro busta paga. Questo perché, l’art. 18 del decreto Aiuti ter prevede che l’indennità una tantum per i lavoratori dipendenti aventi diritto è pagata sulla retribuzione di competenza del mese di novembre 2022.

E si sa, i dipendenti pubblici in genere ricevono l’accredito dello stipendio mensile entro il giorno 27 del mese stesso. In sostanza loro hanno ricevuto la retribuzione di competenza di novembre entro il 27 di questo medesimo mese.

Diverso, invece, il discorso per i lavoratori dipendenti settore privato. Questi generalmente ricevono nei primi giorni del mese successivo la retribuzione di competenza del mese precedente. Significa che a loro la retribuzione di competenza novembre 2022 è pagata nei primi 10 giorni di dicembre 2022.

L’autocertificazione per avere il bonus 150 euro busta paga

Il contributo, ricordiamo, è erogato direttamente dal datore di lavoro sullo stipendio. Questi poi lo recupera con la compensazione nel flusso mensile Uniemens.

Il lavoratore dipendente settore privato deve preventivamente presentare all’azienda il modello autocertificazione bonus 150 euro busta paga, in cui egli stesso autodichiara di possedere i requisiti previsti dalla norma. In particolare, nel modello il lavoratore autocertifica di:

  • non essere titolare di uno o più trattamenti pensionistici a carico di qualsiasi forma previdenziale obbligatoria, di pensione o assegno sociale, di pensione o assegno per invalidi civili, ciechi e sordomuti, nonché di trattamenti di accompagnamento alla pensione, con decorrenza entro il 1° ottobre 2022
  • non essere componente di nucleo familiare beneficiario di Reddito di cittadinanza
  • rendere la dichiarazione al solo datore di lavoro che provvederà al pagamento dell’indennità, in quanto consapevole che a ciascun avente diritto l’indennità spetta una sola volta
  • che le dichiarazioni rese e i documenti allegati, sotto la mia responsabilità, rispondono a verità;
  • essere consapevole che, in caso di dichiarazioni non rispondenti a verità, oltre a incorrere nelle sanzioni stabilite dalla legge, l’indennità non spettante sarà recuperata.

L’autocertificazione non è stata necessaria per i dipendenti settore pubblico, poiché per loro è stato reso tutto automatico grazie allo scambio di informazioni tra INPS e Ministero Economia e Finanza.

Cosa deve fare il datore di lavoro prima di pagare l’indennità

Ricordiamo anche che per avere il bonus 150 euro busta paga è necessario che il reddito imponibile previdenziale del lavoratore dipendente (sia privato, sia statale) riferito al mese di novembre 2022 non risulti superiore a 1.538 euro.

Detto ciò, il datore di lavoro prima di erogare il bonus e, quindi, prima di elaborare la busta paga relativa alla retribuzione di competenza di novembre 2022 è chiamato a:

  • raccogliere il modello di autocertificazione di tutti i propri lavoratori dipendenti (il modello deve essere firmato dal lavoratore stesso il quale allega anche copia di un suo documento di riconoscimento valido e in corso di validità)
  • verificare che la retribuzione imponibile previdenziale del mese di novembre 2022 per ogni suo singolo lavoratore non superi i 1.538 euro.

In riferimento a questo secondo punto deve tener conto anche dei chiarimenti forniti dall’INPS ossia che:

  • l’indennità è da erogare al lavoratore anche quando la retribuzione di novembre 2022 risulti azzerata in virtù di eventi tutelati come, ad esempio, Cigo o Cigs, assegno di integrazione salariale garantito dal Fis o dai Fondi di solidarietà e Cisoa, percepiti in ragione della sospensione del rapporto di lavoro, o nel caso di congedi parentali (tenendo conto della retribuzione teorica) – Messaggio INPS n 116 del 2022
  • il requisito dei 1.538 euro deve essere verificato al netto della tredicesima mensilità o ratei della stessa – Messaggio INPS n. 4159 del 2022.
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