Bonus 110%, per quali lavori: nuovi chiarimenti sui requisiti di ogni intervento

Quali lavori rientrano nel bonus 110% e, per ognuno di questi, quali sono i requisiti richiesti? Ecco gli ultimi chiarimenti

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Quali lavori rientrano nel bonus 110% e, per ognuno di questi, quali sono i requisiti richiesti? Ecco gli ultimi chiarimenti

L’ultimo Studio del Notariato (numero 20/2020) ha ad oggetto “Le detrazioni fiscali riferite agli immobili: Panoramica generale e questioni di interesse notarile” e, tra queste, anche il bonus 110%. Molti utenti attendono la legge di conversione per avere le idee più chiare sui lavori che si possono portare in detrazione e i requisiti per il singolo intervento.

Lo Studio del Notariato sui bonus casa: i requisiti dei lavori agevolabili con il bonus 110%

Lo Studio passa in rassegna diversi bonus casa:

  • le detrazioni per lavori di recupero del patrimonio edilizio;
  • le detrazioni per opere di riqualificazione energetica;
  • le detrazioni per gli interventi di messa in sicurezza dal rischio sismico;
  • le detrazioni per il rifacimento dell’esterno (bonus facciate);
  • le detrazioni per gli interessi passivi dei mutui.

Dopo questa panoramica sui bonus casa, l’ultimo paragrafo si concentra sulla novità di quest’anno, il super bonus 110%.

A tal proposito viene richiamato l’articolo 119 del DL 34/2020:

    • la detrazione del 110% richiede spese documentate;
    • le spese devono essere sostenute dal contribuente nell’arco temporale che va dal 1 luglio 2020 al 31 dicembre 2021;
    • la detrazione 110% viene ripartita in 5 quote annuali di pari importo.

Nello specifico degli interventi ammessi la normativa prevede:

  1. isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio (il cd. “cappotto termico”). Il tetto massimo è fissato a euro 60.000 per ogni unità immobiliare;
  2. lavori che interessano le parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione. Le caratteristiche sono quelle specificate nel decreto e da un regolamento UE (811/2013) al quale il decreto fa esplicito riferimento. La soglia massima in questo caso scende a euro 30.000 per ogni unità immobiliare che compone l’edificio di cui fa parte. Vi rientrano anche le spese di smaltimento e bonifica dell’impianto sostituito;
  3. lavori eseguiti in edifici unifamiliari e funzionali alla sostituzione degli impianti di climatizzazione invernali esistenti con impianti per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua sanitaria a pompa di calore e con altre caratteristiche tecniche indicate dal decreto. La detrazione per questo tipo di interventi prevede come tetto massimo la somma di euro 30.000.

Oltre a questo elenco si aggiungono i lavori di messa in sicurezza.

Per la detrazione 110% riconosciuta come sisma bonus leggi qui.

Ecobonus 110%: miglioramento di almeno due classi energetiche

Per tutti gli interventi di cui sopra, è richiesta una miglioria della classe energetica di almeno due classi (una se permette comunque di arrivare a quella massima). Per comprovare questo effetto migliorativo saranno richiesta ape prima e post lavori.

Sono inoltre agevolabili interventi di installazione di impianti fotovoltaici entro il tetto massimo di euro 48.000 (e comunque nel limite di spesa di euro 2.400 per ogni kW di potenza nominale dell’impianto fotovoltaico) ma questo, si chiarisce, è un intervento gemellato in abbinamento a uno di quelli trainanti di cui sopra o a quelli che rientrano nel bonus sisma. Idem per quanto concerne l’installazione di infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici.

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