Bonus 110 per condominio: 3 cose da fare prima di iniziare i lavori

Il tuo condominio è interessato ai lavori usufruendo del bonus 110%? Ecco le prime 3 cose da fare

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Nel tuo condominio è stato proposto un progetto di lavori gratis usufruendo del bonus 110%. Perché non dovrebbero essere tutti d’accordo? Del resto si apporta una miglioria e, sulla carta almeno, senza spendere nulla. E nel lungo termine si ottiene anche un’ottimizzazione dei consumi, che significa un risparmio economico personale. Ma le cose nella pratica potrebbero non andare così: alcuni condomini potrebbero non essere intenzionati ad eseguire i lavori per diversi motivi, validi o no che siano. Magari temono che i lavori, nonostante il bonus 110, alla fine non saranno veramente gratis. Oppure non ritengono gli interventi necessari e preferiscono evitare rumori e ingombri connessi all’esecuzione dei lavori (ad esempio i ponteggi). E poi bisognerà trovare l’accordo sull’impresa etc.

Ecco 3 cose assolutamente da fare prima di iniziare i lavori per essere sicuri di avere diritto al bonus 110. Ricordiamo che, ad oggi, nonostante l’impegno della maggioranza a prorogare la maxi detrazione (non manca chi vuole rendere il bonus 110 strutturale), la misura scade il 31 dicembre 2021. Meglio quindi che i condomini, per cui i tempi tendono ad essere mediamente più lunghi, si muovano per tempo occupandosi di questi aspetti per non rischiare di vedersi rifiutato il bonus 110.

Conoscere le condizioni dei lavori trainanti per il bonus 110

Intuitivamente, vista la convenienza della detrazione, sul bonus 110 ci sono regole e condizioni più stringenti. E’ bene verificare di rispettarle, con l’aiuto di tecnici professionisti a cui affidare la pratica. La prima cosa che faranno sarà una diagnosi energetica dello stabile in modo da poter fornire un preventivo dettagliato e soprattutto da poter confermare la fattibilità della pratica. E’ importante verificare non solo i costi dei lavori ma anche che riescano a garantire i risultati richiesti.

Ricordiamo, a tal proposito, che le opere trainanti agevolabili con il bonus 110 (coibentazione e sostituzione della centrale termica) devono rispettare tre vincoli:

  • salto di due classi energetiche;
  • spese coerenti con i prezzari regionali o delle Camere di commercio;
  • costo per abitazione (per la coibentazione: 40 mila euro per condomini fino a 8 unità immobiliari e 30 mila per aggregati più grandi; per le caldaie rispettivamente 20 e 15 mila euro).

Essere sicuri di avere la maggioranza

Come abbiamo accennato sopra, non tutti i proprietari potrebbero voler procedere con i lavori. Il decreto agosto ha fatto chiarezza sulla maggioranza richiesta. Verosimilmente la prima convocazione servirà ad accordarsi sull’impresa. La decisione dovrà essere approvata in seconda convocazione alla presenza di almeno un terzo dei condomini che rappresentino come minimo un terzo dei millesimi e con un quorum ridotto (dovrà essere rappresentata la maggioranza degli intervenuti e un terzo del valore complessivo dell’edificio). Potrebbe essere consigliabile far partecipare all’assemblea di condominio anche gli stessi tecnici, per avere un parere professionale sui lavori che andranno eseguiti e i materiali che si useranno. Potrebbe essere prudente far trascorrere almeno un mese tra la delibera condominiale e la data di inizio lavori. Questa finestra temporale serve ad evitare che qualcuno impugni la decisione.

La questione cessione del credito del condominio

Aspetto propedeutico da decidere è se optare per la detrazione in 5 anni (che diventano 6 se si tiene conto che la prima rata si compensa con la dichiarazione dei redditi successiva all’anno dei lavori) o per lo sconto in fattura e/o cessione del credito. Non tutti hanno la liquidità da anticipare per i lavori, anche perché parliamo di interventi importanti. E per chi non ha capienza fiscale la cessione rappresenta una necessità. C’è anche la possibilità, che complica ulteriormente l’iter, di accedere ad un prestito ponte per finanziare i lavori: la banca paga direttamente la ditta e poi si esegue il conguaglio a ciascun step della cessione del credito (che può avvenire anche dopo il 30 e dopo il 60% dei lavori).

Tutte queste decisioni non potranno essere vincolanti per il singolo condomino ma è anche vero che vanno prese in considerazione le condizioni della banca.

 

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