Bonifici dall’estero, dal 1 febbraio 2014 ritenuta fiscale al 20%

Già in vigore la ritenuta 20% sui bonifici esteri che si pone come nuovo strumento di contrasto all'evasione fiscale oltre confine

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
Già in vigore la ritenuta 20% sui bonifici esteri che si pone come nuovo strumento di contrasto all'evasione fiscale oltre confine

Ritenuta fiscale del 20% sui bonifici dall’estero  in vigore dal 1 febbraio 2014 ai fini delle lotta all’evasione fiscale e sotto osservazione da parte della Commissione europea.

 Ritenuta bonifici dall’estero: la tassazione al 20%

 E’ stata introdotta la modifica delle regole sul monitoraggio fiscale, per cui la legge n. 97 del 2013 ha introdotto dall’inizio di quest’anno una ritenuta fiscale del 20% su tutti i bonifici dall’estero accreditati sui conti bancari delle persone fisiche, degli enti non commerciali e delle società semplici ed equiparate. Obiettivo dell’introduzione dal 1 febbraio scorso della ritenuta al 20% sui bonifici dall’estero è quello di rafforzare la lotta all’evasione fiscale, accrescendo la capacità dell’amministrazione finanziaria di scovare capitali che si trovano illecitamente all’estero.

 Ritenuta bonifici esteri: il provvedimento dell’Agenzia delle entrate

 L’Agenzia delle entrate con un provvedimento direttoriale, n. prot. 2013/151663 , analizzato l’articolo 9 della legge 6 agosto 2013, n. 97, recante le “Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea – Legge europea 2013”, apporta alcune rilevanti modifiche al decreto legge 28 giugno 1990, n. 167, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 1990, n. 227, e successive modificazioni, contenente la disciplina del cosiddetto “monitoraggio fiscale”.

 Ritenuta fiscale bonifici dall’estero: dove si applica

 In particolare il secondo e terzo periodo del comma 2 dell’articolo 4 del decreto legge n. 167 del 1990, introducono una ritenuta fiscale a titolo d’acconto con l’aliquota del 20 per cento sui seguenti redditi di capitale e redditi diversi, derivanti da investimenti all’estero e da attività estere di natura finanziaria, che concorrono a formare il reddito complessivo del contribuente:

  •  interessi e altri proventi, dovuti da soggetti non residenti, derivanti da contratti di mutuo, deposito e conto corrente, diversi da quelli bancari, di cui all’articolo 44, comma 1, lettera a), del TUIR;
  •  importi delle rendite perpetue e prestazioni annue perpetue di cui agli articoli 1861 e 1869 del codice civile il cui debitore sia un soggetto non residente, di cui all’articolo 44, comma 1, lettera c), del TUIR;
  •  compensi erogati da soggetti non residenti per prestazioni di fideiussione o di altra garanzia, di cui all’articolo 44, comma 1, lettera d), del TUIR; 
  •   tutti gli interessi e altri proventi derivanti da altri rapporti aventi per oggetto l’impiego del capitale, di cui all’articolo 44, comma 1, lettera h), del TUIR;
  •  plusvalenze derivanti dalla cessione di immobili situati all’estero, di cui all’articolo 67, comma 1, lettera b), del TUIR;
  •  plusvalenze realizzate a seguito della cessione a titolo oneroso di terreni detenuti all’estero suscettibili di utilizzazione edificatoria secondo le disposizioni vigenti in materia nel Paese in cui è situato il terreno al momento della cessione, di cui all’articolo 67, comma 1, lettera b), del TUIR;
  •  redditi derivanti dalla locazione di immobili situati all’estero, di cui all’articolo 67, comma 1, lettera f), del TUIR. 

 Ritenuta fiscale bonifici estero: verso chi si applica

 La ritenuta 20% sui bonifici esteri va effettuata nei confronti dei contribuenti appartenenti alle categorie alle quali si applicano gli obblighi di monitoraggio, nel momento in cui gli intermediari intervengono nella riscossione dei predetti redditi e flussi finanziari e deve essere versata entro il sedicesimo giorno del mese successivo a quello di effettuazione del prelievo, secondo le regole ordinarie. Il prelievo va in ogni caso effettuato, indipendentemente da un incarico alla riscossione, a meno che il contribuente non attesti, mediante un’autocertificazione resa in forma libera, che i flussi non costituiscono redditi di capitale o redditi diversi derivanti da investimenti all’estero o da attività estere di natura finanziaria. L’autocertificazione può essere resa in via preventiva e riguardare la generalità dei flussi che saranno accreditati presso il medesimo intermediario, salva contraria specifica indicazione da parte del contribuente.

 Ritenuta bonifici esteri: obblighi del contribuente

 Spetta al contribuente fornire ogni utile informazione per individuare l’eventuale natura reddituale del flusso nonché la fattispecie e la relativa base imponibile. In mancanza di tali informazioni, le ritenute o le imposte sostitutive vanno applicate sull’intero importo del flusso ricevuto in pagamento. Per le persone fisiche titolari di reddito d’impresa o di lavoro autonomo si presume che i flussi finanziari siano derivanti dall’esercizio di tali attività, salva indicazione contraria da parte dei medesimi contribuenti. L’intermediario comunica le posizioni per le quali non sia stato applicato il prelievo alla fonte. Il contribuente può richiedere all’intermediario la restituzione dell’imposta non dovuta ovvero applicata in misura superiore a quanto dovuto entro il 28 febbraio dell’anno successivo a quello del prelievo. In tal caso l’intermediario scomputa l’importo restituito dai versamenti successivi ai sensi del D.P.R. 10 novembre 1997, n. 445. In alternativa alla richiesta all’intermediario, il contribuente può presentare all’Amministrazione finanziaria istanza di rimborso con le modalità e i termini stabiliti dall’articolo 38 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602. I soggetti residenti obbligati all’applicazione delle predette ritenute o imposte sostitutive sono gli intermediari finanziari e gli altri soggetti esercenti attività finanziaria indicati nell’articolo 11, commi 1 e 2, del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231 ai fini della disciplina dell’antiriciclaggio.

 Ritenuta bonifici esteri: l’esame della Commissione UE

 Detto ciò a grandi linee appena entrato in vigore il nuovo balzello è messo sotto torchio dalla Commissione europea. In particolare il commissario UE alla fiscalità Algirdas Semeta ha annunciato la verifica in corso della nuova tassazione, dovendo verificare e stabilire la sussistenza di eventuali limiti alla libera circolazione dei capitali. 

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Argomenti: Tasse e Tributi

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