Bollo conto deposito 2012: nuovi costi da banche a cliente?

L'incremento dell'imposta di bollo sui conti deposito spingerà molti clienti verso i conti correnti ordinari

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
L'incremento dell'imposta di bollo sui conti deposito spingerà molti clienti verso i conti correnti ordinari

A partire dall’anno in corso anche per i conti deposito si pagherà l’imposta di bollo proporzionale: esattamente lo 0,10% annuo per il 2012 (con un minimo 34,20 euro e massimo 1.200) che salirà allo 0,15%, e senza previsione di alcuna soglia massima, dal 2013. La previsione riguarda quindi accomuna quindi dal punto di vista fiscale i conti deposito con tutti i prodotti finanziari, anche quelli detenuti all’estero. La nuova stangata prevista dal decreto fiscale ha suscitato diverse polemiche.  

Bollo conti deposito: la situazione pre-stangata

Qual era la situazione precedente? Finora, dal punto di vista dell’applicabilità dell’imposta di bollo, la posizione dei conti deposito ha sempre avuto contorni poco chiari e ambigui. Di fatto non erano assoggettati all’imposta fissa di 34,20 euro dei conti correnti e dei libretti di risparmio ma neppure a quella proporzionale in quanto esclusi espressamente dall’articolo 1 lettera u) del Tuf, dall’elenco dei prodotti finanziari rappresentati da strumenti finanziari. La normativa precedentemente vigente stabiliva  che l’onere dell’imposta di bollo di 34,20 euro all’anno fosse a carico degli intestatari persone fisiche solo nell’ipotesi in cui il conto fosse attivo e con un saldo annuale medio superiore  ai 5 mila. Al di sotto di questa soglia quindi  l’imposta di bollo non era dovuta. Una esclusione fiscale  che è stata quantificata in un risparmio non indifferente per almeno 8 milioni di contribuenti, ovvero circa un terzo dei correntisti italiani.  

Cosa è cambiato con il decreto semplificazione fiscale

Il decreto di semplificazione fiscale, approvato lo scorso 24 febbraio, ha quindi modificato il comma 2-ter dell’articolo 13 della Tariffa del Dpr 642/1972 estendendo anche ai depositi bancari o postali il tributo previsto per i prodotti finanziari. Finora per natura giuridica il conto di deposito, tipo è stato trattato alla stregua di un contratto di deposito a risparmio. Ciò ha permesso, fino al 31 dicembre 2011, di limitare l’obbligo del bollo ad euro 1,81 fissi per ciascuna comunicazione trasmessa periodicamente alla clientela (risoluzione delle Entrate 15/2009), oppure di escludere tale imposta nel caso in cui  la movimentazione del conto deposito fosse effettuata solamente in contropartita con un conto corrente di appoggio a nome dello stesso intestatario e intrattenuto con la stessa banca (risoluzione 160/2005). Restano esclusi dalla nuova tassazione i fondi pensioni ed i fondi sanitari.   Il nuovo onere peserà sulle banche: nella maggior parte dei casi (almeno per quanto riguarda i rapporti già in essere) infatti saranno direttamente gli istituti di credito a dover versare l’imposta di bollo e non i clienti (così come stabilito nelle condizioni contrattuali spesso vantate nelle promozioni di beni e servizi bancari). Se finora erano bastate 1,81 euro a rapporto, ora il tributo sarà calcolato a percentuale. Finora solo alcune banche, preventivando i chiarimenti normativi, si sono tutelate accollando al cliente l’imposta di bollo ma c’è da pronosticare che, per i nuovi contratti, quasi tutte avranno questa accortezza. Solo nei casi in cui strutturalmente il conto deposito sia equiparabile a un libretto di risparmio o un conto corrente ordinario di corrispondenza, l’imposta di bollo continua ad essere applicabile secondo quota  fissa di 34,20 euro per le persone fisiche e di 100 euro per le società. Come è facile intuire probabilmente nell’immediato futuro assisteremo alla trasformazione generale dei conti deposito in conti correnti ordinari in modo da farli rientrare in queste eccezioni. In Italia del resto vige il detto per cui “fatta la legge, trovato l’inganno”: ma viene da chiedersi “se le norme fossero meno ingannevoli” il cittadino potrebbe essere un contribuente più coscienzioso?

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Argomenti: Tasse e Tributi