Bollo conti correnti e libretti, il Fisco risponde

Imposta di bollo su conti correnti, libretti di risparmio e comunicazioni relative ai prodotti finanziari oggetto di novità in vigore da quest'anno, spiegate dall'Agenzia delle entrate

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Imposta di bollo su conti correnti, libretti  di risparmio e comunicazioni relative ai prodotti finanziari oggetto di novità in vigore da quest'anno, spiegate dall'Agenzia delle entrate

Imposta di bollo sui conti correnti e libretti di risparmio oggetto di chiarimenti con la circolare n 15/E dell’Agenzia delle entrate del 10 maggio 2013.

Circolare n. 15/E Agenzia entrate

Il documento di prassi delle Entrate risponde ad una serie di interrogativi posti in merito  alla disciplina sull’imposta di bollo applicabile agli estratti di conto corrente, ai rendiconti dei libretti di risparmio ed alle comunicazioni relative ai prodotti finanziari, ai sensi dell’articolo 13, commi 2-bis e 2-ter, della Tariffa, parte prima, allegata al DPR 26 ottobre 1972, n.

642.

Imposta bollo conti correnti, libretti e comunicazioni

L’imposta di bollo, ricorda l’Agenzia, è dovuta sugli estratti di conto corrente, i rendiconti dei libretti di risparmio e le comunicazioni relative ai prodotti finanziari inviate dagli enti gestori ai propri clienti.

Nozione di cliente: confidi esclusi

Ma tra questi clienti vi rientrano anche  i confidi? E’ questa la prima domanda a cui risponde  l’Agenzia nella circolare n. 15/E. Si fa riferimento in tal caso alla nota prot. n. 0215567/13 del 1° marzo 2013, con cui la Banca d’Italia ha chiarito che sono esclusi dalla nozione di cliente,  i soggetti che svolgono attività di intermediazione finanziaria, ambito nel quale rientrano i confidi. Si ritiene, pertanto, che l’imposta di bollo non trovi applicazione per i rapporti intrattenuti dagli enti gestori con i confidi.

Imposta di bollo e fondazioni bancarie

L’imposta di bollo trova applicazione anche in relazione ai rapporti intrattenuti con le fondazioni bancarie? L’Agenzia ricorda che  l’imposta di bollo si applica nel caso di rapporti intrattenuti tra un ente gestore e la propria clientela. Tenuto conto che le fondazioni bancarie non figurano tra i soggetti esclusi dalla nozione di cliente, indicati nella nota a firma del Governatore della Banca d’Italia del 9 febbraio 2011, deve ritenersi che per i rapporti di conto corrente, libretti di risparmio ovvero relativi a prodotti finanziari intrattenuti dalle fondazioni bancarie con gli enti gestori, trovi comunquw applicazione l’imposta di bollo in oggetto.

Bollo conto corrente, misura fissa

Altra risposta importante che fornisce in merito alla disciplina dell’imposta di bollo l’Agenzia delle entrate, riguarda la distinzione tra conto corrente e conto deposito.

Il bollo si applica agli estratti di conto corrente bancari e postali, in misura fissa su base annua, pari ad euro 34,20 per le persone fisiche e ad euro 100,00 per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

Bollo depositi bancari, misura proporzionale

Sui depositi bancari l’imposta di bollo ha misura pari all’1,5 per mille annuo a partire dal 2013. Ma come si distingue tra conto corrente e conto deposito ai fini dell’applicazione del bollo?

Nozione di conto corrente

 L’Agenzia ricorda che ai sensi dell’articolo 1852 e ss. del codice civile, il rapporto di conto corrente si caratterizza per lo svolgimento di un ‘servizio di cassa’ da parte dell’intermediario che si obbliga a compiere operazioni di incasso e pagamenti su istruzione e nell’interesse del cliente (correntista).

Nozione di deposito bancario

La nozione di deposito invece comprende  i depositi che costituiscono la provvista di un conto corrente e quelli con funzione diversa. Potrebbero ricadere in questa fattispecie allora sia i contratti giuridicamente distinti dal conto corrente (certificati di deposito, depositi alimentati attraverso un conto corrente ‘di appoggio’, ecc.), sia i depositi in conto corrente la cui funzione principale non sia quella di fornire una provvista al conto. In quest’ultimo caso si applica l’imposta di bollo nella misura fissa di 34,20 per le persone fisiche e 100 euro per quelle diverse. Nel primo caso invece, ossia quello di depositi che costituiscono la provvista di un rapporto di conto corrente, si applica il bollo in misura proporzionale.

Giacenze vincolate e imposta di bollo

Per i depositi in conto corrente, si precisa che l’imposta deve essere applicata, in via autonoma, rispetto a quella applicata in relazione al rapporto di conto corrente, nella misura proporzionale dell’1,5 per mille, per le giacenze che risultano ‘vincolate’, ovvero per le quali il cliente perde la libera disponibilità, fintanto che permane il vincolo.

Si precisa, inoltre, che, ai fini della corretta individuazione della tassazione applicabile al rapporto di conto corrente e a quello di deposito, non assume rilievo la circostanza che le giacenze del deposito in conto corrente, libere da vincoli di indisponibilità, siano remunerate. 

 

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