Bollo auto: quali sono i termini di prescrizione del pagamento?

I termini di prescrizione del bollo auto. Precisazioni della Corte di Cassazione e modalità di impugnazione del contribuente.

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Qual è il termine di prescrizione del bollo auto? Molti contribuenti non hanno ben chiaro questo concetto e spesso pagano anche se l’importo non è dovuto perché scaduto da molto tempo.

Alcune Regioni, titolari della riscossione, non sempre emettono gli avvisi di pagamento per tempo così subentra la prescrizione. La tassa automobilistica sul possesso della vettura è un’imposta gestita dall’Agenzia delle Entrate, ma riscossa dalle Regioni dal 1993 che devono verificare periodicamente al PRA chi è tenuto a pagare il bollo auto.

Bollo auto, termini di prescrizione

A specificare quali sono i termini di prescrizione del pagamento del bollo auto è la legge. L’art. 5 del D.l. 953/82 spiega che

l’azione dell’Amministrazione finanziaria per il recupero delle tasse dovute dal 1° gennaio 1983 per effetto dell’iscrizione di veicoli o autoscafi nei pubblici registri e delle relative penalità si prescrive con il decorso del terzo anno successivo a quello in cui doveva essere effettuato il pagamento”.

La prescrizione del bollo auto si verifica quindi dopo tre anni. Il calcolo è effettuato a partire dal primo gennaio dell’anno successivo a quando il tributo è dovuto. Punto fermo ribadito anche dalla Corte di Cassazione in diversi interventi in materia. Pertanto se il pagamento del bollo auto scade il 15 febbraio, la decorrenza dei tempi di prescrizione sarà dal 1 gennaio dell’assono successivo, cioè non si tiene conto dell’anno in corso o di competenza.

Il ricorso

Trascorsi infruttuosamente tre anni dalla mancata riscossione del bollo auto, il creditore, cioè la Regione, non può più pretendere il pagamento dell’imposta per intervenuta prescrizione. Capita, però, spesso che gli uffici regionali provino ugualmente a incassare il balzello inviando solleciti di pagamento.

La cosa principale da fare in questi casi è verificare dapprima la data di spedizione della comunicazione dell’ente incaricato della riscossione del bollo auto. Se tale data rientra nel periodo per il quale la pretesa del credito è caduta in prescrizione, cioè dopo tre anni, è necessario impugnare l’atto.

La prima cosa da fare è rispondere inviando una comunicazione scritta in cui si contesta, in termini di legge, l’avvenuta prescrizione del bollo auto. Solo in caso di reiterata pretesa al pagamento o in assenza di risposta si potrà impugnare l’atto (entro 60 giorni) dinnanzi alla Commissione Tributaria Provinciale per chiedere l’annullamento del pagamento.

Tale impugnazione è anticipata dalla richiesta di mediazione tributaria. In pratica, il ricorso va notificato prima di tutto all’ente che lo ha emesso, concedendogli 90 giorni di tempo per rettificare l’errore.

L’iscrizione a ruolo

Se il contribuente non fa nulla e non ci si oppone alla pretesa delle riscossione del bollo auto, la Regione procederà con l’iscrizione a ruolo. In altre parole è emesso un documento in cui si attesta il credito dovuto, che viene trasmesso all’Agenzia delle Entrate Riscossione. La stessa sarà in automatico incaricata dell’incasso indipendentemente dalla liceità o meno della pretesa economica.

Anche qui bisogna però verificare i tempi di prescrizione. Se l’avviso di accertamento è emesso prima della scadenza dei tre anni previsti per la prescrizione e poi non è più notificata alcuna intimazione al pagamento e nel frattempo la pretesa di incasso si prescrive, si rientra nei casi a favore del debitore.

La prescrizione della notifica

Se al contribuente non è notificata alcuna cartella esattoriale o se questa è notificata dopo tre anni dall’avviso di accertamento, si può di nuovo parlare di prescrizione.

Pertanto la prescrizione non è solo quella che si verifica tra la data in cui dovuto il bollo auto è dovuto e quella in cui viene inviato l’avviso di pagamento. I termini di prescrizione si possono verificare anche tra la data di ricevimento dell’avviso di accertamento e la spedizione della successiva cartella esattoriale, una volta che il credito è stato iscritto a ruolo.

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