Bollo auto, in arrivo accertamenti dalle Regioni per chi non ha pagato

A fine anno andranno in prescrizione i bolli auto 2016 non ancora riscossi. Le Regioni si attivano a sollecitare i pagamenti. Novità in arrivo a partire dal 2020.

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A fine anno andranno in prescrizione i bolli auto 2016 non ancora riscossi. Le Regioni si attivano a sollecitare i pagamenti. Novità in arrivo a partire dal 2020.

Il 2019 sta per concludersi e per le amministrazioni locali è tempo di fare i conti. Così, in particolare, per gli incassi da bollo auto non riscosso, una delle tasse più odiata dagli italiani. Il 31 dicembre scadono infatti i termini di prescrizione per il bollo auto non pagato nel 2016.

Come noto, la legge prevede che il pagamento del bollo auto si prescriva in tre anni a partire dal 1 gennaio dell’anno successivo al pagamento. Per cui il pagamento del bollo auto del 2016 si prescrive a partire dal 1 gennaio 2020, cioè al termine dei tre anni.

Bollo auto 2016 in prescrizione dal 1 gennaio 2020

Le Regioni (più le Province di Trento e Bolzano) incaricate della riscossione del bollo auto possono quindi contestare la mancata riscossione e chiedere il pagamento solo se trasmettono la notifica al contribuente entro il 31 dicembre 2019. Oltre questa data, il pagamento del bollo auto 2016 si intende prescritto e qualsiasi azione di recupero è da ritenersi illegittima. Le regioni lo sanno e per questo si stanno attivando per inviare le lettere di contestazione in maniera tale da interrompere i termini di prescrizione entro la fine dell’anno. per legge farà fede la data di spedizione della raccomandata (non quella di ricevimento che potrebbe avvenire anche dopo il 31 dicembre 2019).

Dal 2020 ci sarà l’accertamento immediato

Dal prossimo anno cambierà il metodo di riscossione del bollo auto. La nuova normativa in fase di approvazione con la legge di bilancio 2020 doterà anche le Regioni di poteri di riscossione che al momento ha solo l’Agenzia delle Entrate. Sarà, quindi, possibile chiedere subito il pagamento del bollo auto senza ulteriori avvisi. Il tutto comporterà risparmi sulla spesa e velocizzerà al contempo il recupero dei crediti.

Avviso di accertamento, cosa cambia

Così l’avviso di accertamento emesso dalla Regione conterrà l’intimazione al pagamento delle somme pretese entro il termine di presentazione del ricorso ovvero entro 60 giorni dalla notifica. Proprio al pari degli accertamenti fiscali dell’ufficio delle imposte. Il ricorso per importi fino a 50.000 euro dovrà essere preceduto da un reclamo nei confronti dell’ente con tentativo di mediazione. Solo dopo che siano trascorsi infruttuosamente 90 giorni ci si potrà rivolgere alla Commissione Tributaria Provinciale. Il bollo auto sarà, in ogni caso, dovuto in attesa delle decisione. Chi non paga subirà le stesse conseguenze previste per il non pagamento delle cartelle esattoriali: pignoramento, fermo auto, ipoteca sui beni immobili. L’operazione di escussione del credito partirà trascorsi 90 giorni dalla notifica dell’avviso, anche se spesso occorre più tempo per concludere tutte le operazioni.

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