Bollo auto: chi lo paga e chi no, tutti i casi di esenzione

L’imposta di bollo auto ricade sui possessori di veicoli a motore registrati al PRA. Tutti i casi di esenzione previste dalla legge e dalle Regioni.

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L’imposta di bollo auto ricade sui possessori di veicoli a motore registrati al PRA. Tutti i casi di esenzione previste dalla legge e dalle Regioni.

Il bollo auto è la tassa più odiata dagli automobilisti italiani. Si paga anche all’estero, ma non in maniera così pesante come da noi. In Francia, addirittura, per i privati non esiste, mentre in Spagna si paga due terzi meno che in Italia.

Nel nostro Paese, grazie al bollo auto, le Regioni incassano ogni anno mediamente 6,5 miliardi di euro. Si tratta di una tassa nazionale, ma di competenza locale, la cui riscossione è affidata appunto alle Regioni. Queste potrebbero anche decidere di non applicarlo o di farlo in misura ridotta, come precisato dalla sentenza della Corte Costituzionale del 20 maggio 2019. Non è quindi escluso che, nell’ambito della prossima riforma al Codice della Strada, a sorpresa possa saltar fuori qualcosa di nuovo a favore dei proprietari di auto.

Bollo auto: chi deve pagarlo

Il bollo auto è una tassa automobilistica di possesso del veicolo a motore. In precedenza veniva chiamata anche tassa di circolazione poiché il tributo è riconosciuto per la circolazione del mezzo sulle strade. Il possesso si presume dall’iscrizione nel Pubblico Registro Automobilistico (PRA). Pertanto, tutti i proprietari di auto, moto, e veicoli a motore in generale sono obbligati a pagare ogni anno il bollo che viene calcolato in base alla potenza del motore e al grado di inquinamento del mezzo.

Esenzione pagamento bollo auto meno inquinanti

Alcuni mezzi sono tuttavia esenti dal pagamento del bollo auto, ma talvolta la decisione dipende dalle singole regioni. La Lombardia, ad esempio, ha introdotto delle agevolazioni per chi acquista veicoli a basse emissioni inquinanti. Le auto elettriche sono esenti dal bollo, così come quelle a gas e a idrogeno. Per questo tipo di vetture il bollo è esente per sempre, mentre per le auto nuove o usate Euro 5 o euro 6, bifuel o ibride, l’agevolazione ha durata triennale.

Tra le auto esenti dal bollo ci sono le auto alimentate a GPL, ma la regolamentazione di questa materia varia in base alle singole regioni. In alcune di esse è prevista l’esenzione totale, in altre solo parziale.

Auto storiche

Il pagamento del bollo auto può essere evitato se si possiede un’auto storica. L’esenzione è valida solo su richiesta del proprietario e occorre distinguere fra auto ultraventennali e ultratrentennali. Secondo la normativa sono considerati veicoli storici ultratrentennali quelli costruiti da oltre 30 anni e non adibiti ad uso professionale o utilizzati nell’esercizio di attività di impresa, arti o professioni. Per questa categoria di mezzi l’esenzione è totale (si paga solo 28,40 euro per circolare) e il beneficio è automatico, cioè non bisogna fare alcuna richiesta o iscrivere il veicolo al registro storico.

Per gli autoveicoli ultraventennali, invece, in possesso del certificato di rilevanza storica annotato sulla carta di circolazione, è concessa la riduzione del pagamento del bollo nella misura del 50%. Mentre gli autoveicoli e i motoveicoli ultraventennali, esclusi quelli adibiti ad uso professionale, senza certificato di rilevanza storica, ma con attestazione di storicità ASI o FMI, sono assoggettati al pagamento bollo nella misura ridotta del 10%.

Esenzione bollo auto per invalidi civili

Una categoria di soggetti che possono beneficiare dell’esenzione del bollo auto, sono le persone disabili che rientrano nei requisiti previsti dalla Legge 104/1992. Gli sconti previsti dalla Legge 104, rispecchiano gli stessi requisiti previsti per usufruire dell’Iva al 4% in caso di acquisto ed è applicabile alle vetture a benzina fino a 2.000 di cilindrata, oltre che alle vetture diesel fino a 2.800 centimetri cubici. Per richiedere l’agevolazione è necessario compilare un modulo esenzione bollo auto legge 104 e trasmetterlo all’Agenzia delle Entrate entro tre mesi dalla scadenza del pagamento.

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