Bollette rifiuti più care dal 2000. Ecco tutti gli aumenti

A fare i conti sugli aumenti delle bollette rifiuti in 13 anni, dal 2000 al 2013, la CGIA di Mestre per cui la situazione peggiora con l'avvento della Tares

di , pubblicato il

Aumenti delle bollette rifiuti in 13 anni, dal 2000 al 2013 del 67% e la situazione peggiora con la Tares. A fare i conti la CGIA di Mestre.

 Tia, Tarsu e Tares: tanto nomi, molti aumenti

 Tares, Tia1, Tia2 e Tarsu, cambia il nome ma si parla sempre della tassa rifiuti. Secondo le stime della CGIA d Mestre, per il 2013, l’importo medio delle bollette sui rifiuti dovrebbe attestarsi attorno ai 450 euro a famiglia. Complessivamente la Tares costerà agli italiani circa 2 miliardi in più di quanto pagavano con la Tarsu/Tia.

 Bollette rifiuti: lo studio della CGIA Mestre

[fumettoforumright]

 Una delle bollette più odiate dalle famiglie italiane è quella dei rifiuti. Su quanto abbiamo speso nel corso degli anni per le bollette rifiuti ha fatto le sue stime la CGIA di Mestre secondo cui tra il 2000 e il 2013, 13 anni, s è registrato un aumento del 67% delle bollette rifiuti. Se nel 2000, ogni famiglia pagava in meia 270 euro, con l’avvento della Tares ogni famiglia pagherà in media 451 euro.

 Bollette rifiuti: ecco tutti gli aumenti

Lo studio della CGIA di Mestre si basa sull’analisi dei bilanci di 11 Comuni capoluogo di Regione: Ancona, Aosta, Bari, Bologna, Cagliari, Campobasso, Catanzaro, Milano, Palermo, Torino e Trieste. Fino all’anno scorso, in tutte queste realtà amministrative il pagamento dell’asporto rifiuti avveniva attraverso l’applicazione della Tarsu, da quest’anno, invece, tutti gli 8.100 Comuni d’Italia dovranno adottare la Tares che, sulla base delle prime indicazioni emerse dalle analisi effettuate, sembra essere molto più onerosa.

Il maggior aggravio dovuto alla Tares sarà dovuto in primo luogo al fatto che il tributo comunale sui rifiuti e servizi indivisibili comunali dovrà assicurare un gettito in grado di coprire interamente il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, vincolo non previsto con l’applicazione della Tarsu.

In secondo luogo, si prevede una maggiorazione su tutti gli immobili pari a 0,3 euro al metro quadrato con la quale si andranno a finanziare i servizi indivisibili dei Comuni (illuminazione pubblica, pulizia e manutenzione delle strade. 

Argomenti: