Blocco pensioni: prorogato fino al 2018 ecco su quali trattamenti

La proroga al taglio delle pensioni serve a finanziare l'estensione della no tax area, l'opzione donna e tutte le altre misura previdenziali contenute nelle Legge di Stabilità 2016

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La proroga al taglio delle pensioni serve a finanziare l'estensione della no tax area, l'opzione donna e tutte le altre misura previdenziali contenute nelle Legge di Stabilità 2016

Nella Legge di Stabilità 2016 è stata inserita una proroga al blocco delle pensioni previsto per i trattamenti superiori a 4 volte il minimo. Invece di scattare dal 2016 al momento la misura è stata rinviata al 2017 lasciando ai tecnici un anno in più per trovare una scappatoia che la faccia evitare.   La proroga all’indicizzazione ridotta di tali trattamenti pensionistici è stata rimandata al biennio 2017/2018 lasciando tutto il prossimo anno di tempo per cercare altre strade prima di intraprendere questa come soluzione definitiva.

Ad annunciarlo il ministro del Lavoro Giuliano Poletti.  

 Blocco delle pensioni: cosa comporta

L’attuale meccanismo di indicizzazioni delle pensioni, che prevede aliquote ridotte per i trattamenti che superano 4 volte quello minimo, è stato prorogato al biennio 2017/2018. In mancanza di tale proroga i coefficenti in vigore oggi decadranno per far tornare indici più favorevoli: in vigore 95% fra 3 e 4 volte il minimo, 75% fra 4 e 5 volte il minimo, 50% fra 5 e 6 volte il minimo e 45% per trattamenti sopra 6 volte il minimo senza proroga 95% fino a 5 volte il minimo, 75% per i trattamenti superiori a 5 volte il minimo  

 Blocco delle pensioni: perchè?

La proroga al taglio di tali pensioni serve a finanziare tutte le novità introdotte dalla Legge di Stabilità 2016 in ambito pensione, dall’estensione della no tax area all’Opzione donna; le misure introdotte, infatti, hanno copertura solo per il 2016 mentre per l’anno successivo sarebbero finanziata da quanto risparmiato grazie alla proroga del taglio.   Il ministro Poletti assicura che si sta cercando una strada che permetta di recuperare questa scelta per far capire che si potrebbe anche tornare ad un sistema di perequazione più vantaggioso che non porti ad una proroga del taglio anche nel 2018.

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