Blocco dei licenziamenti, Carraro: adesso basta!

Industriali in rivolta dopo che i sindacati hanno chiesto altra proroga al blocco dei licenziamenti fino al 31 ottobre.

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Industriali in rivolta dopo che i sindacati hanno chiesto altra proroga al blocco dei licenziamenti fino al 31 ottobre.

Basta col blocco licenziamenti. Ad alzare i toni sulla questione sono gli industriali del Veneto che chiedono al governo di lasciare le imprese libere di organizzare la forza lavoro e la produzione.

A parlare è Enrico Carraro, presidente degli industriali veneti dopo che i sindacati hanno chiesto al governo di prorogare il blocco dei licenziamenti fino al 31 ottobre 2021. Al momento il divieto di licenziare i dipendenti è valido fino al 30 giugno, come previsto dal decreto Sostegni.

Basta col blocco licenziamenti

Secondo il segretario generale della CGIL Maurizio Landini, è necessario proseguire col blocco dei licenziamenti almeno fino al 31 ottobre 2021 per tutti perché siamo ancora in piena emergenza. Landini, ascoltato in commissione Bilancio e Finanze del Senato, ha ribadito che i tempi per sbloccare i licenziamenti non sono ancora maturi e devono essere valutati con attenzione.

Di parere opposto è il mondo industriale, stanco di dover aspettare la fine dell’emergenza che forse durerà ancora molto tempo.

Non si può proseguire con le proroghe del blocco dei licenziamenti, dobbiamo sfruttare questi mesi per riformare entro giugno gli ammortizzatori sociali e consentire a chi perde il posto di lavoro di riqualificarsi e trovare un’altra occupazione“.

Così Carraro risponde a Landini dalle colonne di Repubblica il quale ribadisce che il blocco dei licenziamenti è stato giusto e utile finora, ma adesso bisogna cercare di tornare alla normalità.

Difesa dell’occupazione

La priorità – secondo Carraro – non deve più essere la difesa del posto di lavoro, bensì la difesa dell’occupabilità dei lavoratori. Quindi possibilità di investire nelle risorse umane, nelle maestranze qualificate. Ci sono aziende che stanno andando bene, nonostante la crisi pandemica, ma hanno bisogno di ricambio occupazionale, di assumere nuove leve.

Circola un’idea davvero sbagliata – osserva Carraro – e cioè che lo sport nazionale degli imprenditori sia quello di licenziare. Non è questo il nostro mestiere. Chi va bene ha bisogno di assumere, non di licenziare“.

Per le imprese che stanno attraversando la crisi economica, ci sono sempre gli ammortizzatori sociali. Non c’è bisogno di prorogare il blocco dei licenziamenti. In questo modo si blocca tutto e non si dà agli imprenditori la possibilità di innovarsi e riqualificarsi. Tutto rimane ingessato se non si può licenziare e assumere.

Non senza ricadute sulle finanze pubbliche. Perché quando finirà il periodo di moratoria sui debiti, molte imprese saranno in difficoltà a restituire il denaro preso a prestito. Col rischio che avvoltoi stranieri possano allungare gli artigli sulle aziende italiane.

I licenziamenti consentiti

Ricordiamo che dal blocco dei licenziamenti restano escluse le procedure di risoluzione del rapporto di lavoro legate alla cessazione di attività di impresa. Vi rientrano anche i casi di messa in liquidazione e fallimento, oltre che nelle  ipotesi  di  accordo collettivo  aziendale,  stipulato  dalle   organizzazioni   sindacali comparativamente  più rappresentative a  livello  nazionale,  di incentivo alla risoluzione del rapporto di lavoro.

Per il resto, il divieto si applica a tutti gli altri casi che interessano i licenziamenti collettivi. Ma anche i licenziamenti per giustificato motivo oggettivo e quelli rinvenenti dalle procedure di conciliazione previste dalla legge.

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