Beni in godimento ai soci, ecco le risposte ai dubbi più frequenti

A fornirle direttamente l'Agenzia delle entrate che ha pubblicato on line tutte le risposte ai dubbi piu frequenti

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
A fornirle direttamente l'Agenzia delle entrate che ha pubblicato on line tutte le risposte ai dubbi piu frequenti

In scadenza il prossimo 31 gennaio 2014, il termine per l’invio della comunicazione relativa ai dati 2012 sui beni concessi in godimento ai soci o ai familiari dell’imprenditore, e sui finanziamenti, capitalizzazioni e apporti da parte di soci o familiari, di valore pari o superiore ai 3.600 euro. Sulla base di questa prossima scadenza, l’Agenzia delle entrate pubblica on line una serie di risposte ai dubbi più frequenti.

Dal 2012 i soggetti obbligati devono comunicare all’Anagrafe tributaria i dati dei soci e dei familiari dell’imprenditore che hanno ricevuto in godimento beni dell’impresa, qualora sussista una differenza tra il corrispettivo annuo relativo al godimento del bene ed il valore di mercato del diritto di godimento.

Beni ai soci/familiari: obbligo di comunicazione

Sono tenuti a tale obbligo di comunicazione specifici soggetti come l’imprenditore individuale, la società di persone (società in nome collettivo e società in accomandita semplice), quella di capitali (società per azioni, società a responsabilità limitata, società in accomandita per azioni), la società cooperative, le stabili organizzazioni di società non residenti, enti privati di tipo associativo limitatamente ai beni relativi alla sfera commerciale. Tali soggetti devono comunicare all’Anagrafe tributaria i dati dei soci e dei familiari che hanno ricevuto in godimento beni dell’impresa, qualora sussista una differenza tra il corrispettivo annuo relativo al godimento del bene ed il valore di mercato del diritto di godimento. La comunicazione in particolare deve essere effettuata per ogni bene concesso in godimento nel periodo d’imposta. L’obbligo sussiste anche se il bene è stato concesso in godimento in periodi precedenti, qualora ne permanga l’utilizzo nell’anno di riferimento della comunicazione.

Beni ai soci/familiari: cosa va comunicato

Nella comunicazione devono essere indicati i seguenti elementi:

– per le persone fisiche: codice fiscale, dati anagrafici e stato estero per i non residenti nel territorio dello Stato;

– per i soggetti diversi dalle persone fisiche: codice fiscale, denominazione e comune del domicilio fiscale o lo stato estero di residenza;

– informazioni circa l’utilizzo del bene;

– data della concessione (data di inizio e fine),

– corrispettivo versato;

– valore di mercato del bene.

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 Comunicazione dati beni in godimento ai soci: le risposte dell’Agenzia delle entrate

 Nelle risposte date dalle Entrate sul suo sito istituzionale, in vista della scadenza del termine di comunicazione, si parte dall’esonero dalla comunicazione dei beni ai soci o familiari per  specifici soggetti individuati nelle imprese che adottano il regime di vantaggio (art. 27, commi 1 e 2, del D.L. n. 98 del 2011), il regime contabile agevolato (art. 27, comma 3 e seguenti, del D.L. n. 98 del 2011) e quello delle nuove iniziative produttive. Esonero anche per i contribuenti che adottano il regime di contabilità semplificata. L’obbligo però sussiste per le imprese in contabilità semplificata che sono dotate di un conto corrente dedicato all’attività e quelle imprese che adottano uno dei regimi contabili indicati sopra e che non utilizzano un conto corrente dedicato, mentre nessun esonero è previsto per le imprese che adottano il regime di contabilità ordinaria. L’obbligo della comunicazione relativa ai beni in godimento a soci/familiari non sussiste quando non emergono differenze tra il valore normale del diritto di godimento del bene e il corrispettivo pattuito aumentato della quota parte di reddito attribuito al socio per trasparenza, corrispondente all’ammontare dei costi non ammessi in deduzione. Il modello di comunicazione previsto dalle Entrate per l’invio dei dati non prevede la possibilità di firma del contribuente. Non trattandosi di dichiarazione ma solo di comunicazione, non è necessario “custodire” il modello. L’obbligo di conservazione è, invece previsto, tra gli altri adempimenti, per l’intermediario incaricato della trasmissione.

 

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Argomenti: Aziende e Società