Beni ai soci: sulla comunicazione restano punti oscuri

Quanto va effettuata la comunicazione dei dati sui beni concessi in godimento ai soci

di Alessandra M., redazione Investireoggi.it, pubblicato il
Quanto va effettuata la comunicazione dei dati sui beni concessi in godimento ai soci

La trasmissione della prima comunicazione dei dati sui beni concessi in godimento ai soci e familiari slitta al 15 ottobre 2012, ma a molti restano ancora dei dubbi che dovrebbero trovare risposta a breve.  

 

L’articolo 2comma 6 del Dl 138 del 2011 stabilisce che la comunicazione deve essere inviata quando i beni dell’impresa sono concessi in godimento per un corrispettivo annuo inferiore al valore di mercato ( la differenza, in base al Dl 138, dovrebbe essere imputata alla formazione del reddito complessivo del socio o del familiare come reddito diverso, ed i costi sostenuti non sono ammessi in deduzione in sede di determinazione del reddito di impresa). Di conseguenza l’obbligo di comunicazione non dovrebbe esserci quando vengono applicate entrambe le penalizzazioni, cioè se non sono concessi in godimento i beni dell’impresa o il corrispettivo è pari o superiore al valore normale del diritto di godimento.
Tuttavia tenuto conto dei provvedimenti emanati dall’agenzia delle entrate ed anche delle risposte fornite in incontri ufficiali e ufficiosi  (ad esempio telefisco 2012). In quest’ambito sembra infatti che l’agenzia delle entrate tenga conto della comunicazione soprattutto ai fini di agevolare l’effettuazione dell’accertamento sintetico. Nel provvedimento direttoriale  del 16 novembre 2011 viene infatti disposto che la comunicazione deve essere effettuata:

 

  • Per ogni bene concesso in godimento nel periodo di imposta e pertanto a prescindere dall’eventuale imposizione quale reddito diverso dalla differenza tra il corrispettivo ed il valore di mercato. Infatti ai fini del calcolo sintetico il dato rilevante è proprio la spesa sostenuta dalla persona fisica  per l’utilizzo del bene;
  • Per quanto riguarda qualsiasi forma di finanziamento o capitalizzazione nei confronti della società concedente (fattispecie non menzionata nella norma che stabilisce l’obbligo di comunicazione). Inoltre in sede di risposta ad un quesito formulato durante telefisco 2012 viene disposto che tali dati debbano esser comunicati indipendentemente dal fatto che le operazioni siano strumentali  all’acquisizione dei beni poi concessi in godimento e che per tali operazioni debbano essere indicati i dati relativi ai finanziamenti ricevuti dai soci.
  • Anche con riguardo ai soci diversi dalle persone fisiche, che normalmente non dichiarano redditi diversi. Attraverso tale richiesta è possibile controllare i soci che hanno quote di partecipazione attraverso un’altra società.
 

Tra i casi dubbi invece occorre segnalare:

  • Se la comunicazione debba essere effettuata anche per i beni la cui concessione in godimento non  comporta l’applicazione delle penalizzazioni reddituali.
  • Se le società debbano effettuare la comunicazione anche per quanto riguarda dati che sono già in possesso dell’amministrazione finanziaria.
  • In merito alla comunicazione prevista per i finanziamenti, anche se riguardanti concessioni non finalizzate all’acquisto di beni poi concessi in godimento ai soci, occorre stabilire se l’obbligo sussiste anche se la società non assegna alcun bene.
  • Qualora il corrispettivo per il godimento del bene da parte del socio o familiare sia inferiore al valore di mercato  occorre stabilire se l’indeducibilità per l’impresa riguardi l’intero ammontare dei costi.
  • Se le penalizzazioni del reddito debbano essere applicate anche in caso di assegnazione di beni di valore non superiore ai 3 mila euro (caso in cui non è prevista comunicazione).

 

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Argomenti: Aziende e Società