Beni ai soci: primo slittamento dei termini

Slitta dal 31 marzo al 15 ottobre la scadenza per inviare la comunicazione all’Agenzia delle Entrate dei dati relativi ai beni concessi in godimento ai soci e/o familiari dell’imprenditore

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
Slitta dal 31 marzo al 15 ottobre la scadenza per inviare la comunicazione all’Agenzia delle Entrate dei dati relativi ai beni concessi in godimento ai soci e/o familiari dell’imprenditore

La manovra bis anche detta di Ferragosto, il dl 138/11,  ha previsto all’art. 2, commi da 36-terdecies a 36-duodevicies, al fine di contrastare il fenomeno dell’intestazione fittizia dei beni ad un’impresa che poi in verità vengono usati anche a titolo personale da parte dei soci o familiari, un nuovo preciso adempimento, con lo scopo proprio di permettere ai beni intestati ai soci e ai familiari di concorrere alla determinazione sintetica del reddito dei soci e/o familiari, ai fini cioè del cd. Redditometro.

 

L’obbligo di comunicazione

Parte da quest’anno, quindi come dice la legge dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 17 settembre 2011, l’obbligo in capo ai soggetti che esercitano attività di impresa, sia in forma individuale che collettiva, di comunicare i dati anagrafici dei soci, o dei familiari dell’imprenditore stessi, che hanno ricevuto in godimento beni dell’impresa, nonché effettuano qualsiasi forma di finanziamento o capitalizzazione nei confronti della società concedente. La prima scadenza  per la comunicazione all’Anagrafe tributaria di tali dati è stata prevista inizialmente per il 2 aprile, ma con un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate slitta al 15 ottobre. Si dispone quindi che costituisce un reddito diverso, per il socio o familiare utilizzatore, la differenza tra il valore di mercato e il corrispettivo annuo per la concessione in godimento di beni d’impresa a soci o familiari dell’imprenditore con la  conseguenza che, i costi relativi ai beni dell’impresa concessi in godimento per un corrispettivo annuo inferiore al valore di mercato non sono ammessi in deduzione dal reddito imponibile.

 

Il redditometro

Per l’accertamento sulla base del redditometro, l’impresa concedente, o il socio o il familiare utilizzatore hanno l’onere di comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati relativi ai beni concessi in godimento entro il 31 marzo di ogni anno. Un provvedimento firmato dal direttore dell’Agenzia delle Entrate proroga però per il 2012, la scadenza fissata in precedenza al 2 aprile, al prossimo 15 ottobre.

 

La proroga della prima scadenza

Già un provvedimento del 16 novembre 2011 aveva stabilito le modalità e i termini di comunicazione dei dati relativi ai beni dell’impresa concessi in godimento a soci o familiari, prevedendo come termine ultimo per l’adempimento il 31 marzo dell’anno successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta in cui il bene è stato nella disposizione del socio o del familiare oppure ne è terminato il godimento, quindi, per l’anno in corso, entro il 31 marzo 2012. Tuttavia in considerazione delle particolari difficoltà attuative e della assoluta novità della norma, con un  provvedimento direttoriale del 13 marzo scorso, si è spostato questo primo appuntamento al 15 ottobre 2012.

 

Soggetti interessati

I soggetti tenuti alla comunicazione sono quelli che esercitano attività di impresa, sia in forma individuale che collettiva, indipendentemente dal regime contabile adottato. Nei soggetti interessati sono ricomprese le persone fisiche che direttamente o indirettamente detengono partecipazioni nell’impresa concedente e i familiari dell’imprenditore che hanno ricevuto in godimento beni dell’impresa, ed effettuano anche qualsiasi forma di finanziamento o capitalizzazione nei confronti della società concedente. Tra le società ricomprese che concedono in godimento i beni aziendali, sono annoverate anche le società non operative, sia di capitali che di persone, e quelle operative nonché le imprese individuali.

 

I soggetti esclusi

Rimangono fuori dall’onere di inviare tale comunicazione invece un gruppo nutrito di soggetti, quali le società semplici, gli enti non commerciali che non svolgono un’attività d’impresa, gli esercenti attività agricole produttive di reddito agrario, le società non residenti prive di stabile organizzazione in Italia, nonché i professionisti e le associazioni professionali.

 

Chi utilizza  i beni in godimento

I soggetti utilizzatori dei beni in godimento sono i soci e i familiari dell’imprenditore. Ma con il provvedimento del 16 novembre scorso si è previsto che la comunicazione deve essere effettuata anche per i beni concessi in godimento ai familiari dei soci come coniuge, parenti entro il terzo grado, affini entro il secondo grado, nonchè ai soci o familiari di altra società appartenente al medesimo gruppo.

 

Quali dati vanno indicati?

I dati rilevanti che devono essere comunicati si dividono in due gruppi a seconda dei soggetti di riferimento. Si avrà così che, per le persone fisiche, vanno indicati il codice fiscale, i dati anagrafici, lo  Stato estero di residenza. Per i soggetti diversi dalle persone fisiche, vanno indicati invece il  codice fiscale, la denominazione, il comune del domicilio fiscale o lo Stato estero di residenza, insieme alla tipologia di utilizzazione del bene, alla tipologia, identificativo del contratto e relativa data di stipula, la categoria del bene, durata della concessione (data di inizio e fine), corrispettivo e relativo valore di mercato e infine l’ammontare dei finanziamenti e capitalizzazioni. La comunicazione va effettuata per ogni bene concesso in godimento ai soci, o ai familiari, indipendentemente dal fatto che i beni siano stati o meno concessi in godimento per un valore inferiore al valore di mercato.

 

Quali sono i beni che sono concessi in godimento?

Essi sono:  autovetture, altri veicoli come gli autocarri, unità da diporto, aeromobili, immobili e altri, escludendo in quest’ultimo caso quei beni di valore non superiore a 3.000 euro, al netto dell’Iva applicata.

 

Quando si invia la comunicazione?

L’obbligo sussiste indipendentemente dal fatto che si preveda o meno un  corrispettivo per l’utilizzo dei beni, ovvero ne sia previsto uno minore, maggiore ovvero uguale al valore di mercato.

 

Come si invia?

Si utilizza per l’invio di tale comunicazione il servizio telematico Entratel o Fisconline, avvalendosi anche degli intermediari di cui all’art. 3, comma 3, D.P.R. n. 322/1998.

 

Trattamento sanzionatorio

Infine si precisano le sanzioni previste in caso di omessa o infedele dichiarazione. In particolare se la comunicazione non viene effettuata o la stessa sia infedele, la sanzione che si applica in solido tra l’impresa e il beneficiario, ha misura pari al 30% della differenza tra il valore di mercato e il corrispettivo. Sanzione che viene però ridotta ad un importo variabile tra 258 e 2.065 euro, se il costo non è stato dedotto dall’impresa e la differenza ha concorso a formare il reddito del socio o familiare. 

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Argomenti: Aziende e Società