Beneficiari del reddito di cittadinanza hanno diritto all’assegno di ricollocazione: chi prende la Naspi no

Novità importanti per quanto riguarda l'assegno di ricollocazione (per chi beneficia del reddito di cittadinanza e per chi percepisce la Naspi da almeno quattro mesi). Che cosa cambia?

di , pubblicato il
Novità importanti per quanto riguarda l'assegno di ricollocazione (per chi beneficia del reddito di cittadinanza e per chi percepisce la Naspi da almeno quattro mesi).  Che cosa cambia?

Novità importanti per quanto riguarda l’assegno di ricollocazione (per chi beneficia del reddito di cittadinanza e per chi percepisce la Naspi da almeno quattro mesi). Ricordiamo che l’AdR consiste in una somma (che non concorre a formare il reddito  ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e non è soggetto a contribuzione previdenziale e assistenziale), modulata in base al profilo personale di occupabilità. L’importo corrisposto può essere speso presso i centri per l’impiego o i servizi accreditati allo scopo di ricevere un servizio di assistenza intensiva nella ricerca di lavoro.

Il beneficio dura al massimo sei mesi (prorogabile per altri sei se non è stato speso l’intero importo).

Sospeso l’assegno di ricollocazione per chi prende la Naspi da quattro mesi

Per i percettori di Naspi da almeno quattro mesi non è più prevista tale possibilità. La modifica è contenuta all’articolo 9, co. 7 del DL 4/2019. Il provvedimento tocca uno dei capi saldi del Jobs Act in tema di flessibilità in entrata e in uscita.

L’Anpal ha chiarito tuttavia che le prestazioni di AdR NASpI già in essere alla data del 29 gennaio 2019 continueranno ad essere erogate seguendo le regole già stabilite. Inoltre, possono ancora inoltrare domanda di Adr Naspi coloro che hanno ricevuto comunicazione affermativa a seguito delle verifiche amministrative effettuate nel periodo compreso tra il 1° luglio 2018 e il 28 gennaio 2019.

L’attribuzione non viene sospesa neppure per i lavoratori in esubero rientranti nell’ambito delle procedure Cigs (cd Adr Cigs) per riorganizzazione o crisi aziendale per i quali non sia stato formalmente previsto il completo recupero occupazionale (articolo 24-bis del Dlgs 148/2015).

Il reddito di cittadinanza ingloba l’assegno di ricollocazione

Ma perché i percettori di Naspi da lungo periodo non avranno più diritto all’AdR? In pratica l’assegno “segue” il reddito di cittadinanza. Ricordiamo infatti, come previsto dal DL 4/2019,  il beneficiario del RdC deve stipulare il Patto per il lavoro con il centro per l’impiego. Lo stesso dovrà anche attivare il servizio di assistenza intensiva alla ricollocazione (e dunque scegliere il soggetto che erogherà il servizio di assistenza).

Il primo appuntamento va fissato entro 30 giorni dal riconoscimento dell’AdR.

La decisione di limitare la misura in via esclusiva ai beneficiari del RdC rischia, inoltre, anche di tagliare fuori dall’AdR i percettori di Naspi che non hanno potuto accedere al sussidio del RdC per superamento della soglia ISEE fissata.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: ,