Basta tasse sulle imprese: serve cedolare secca sui negozi e piattaforma dati condivisa

Il Decreto Fiscale penalizza le imprese: basta tasse, servono piattaforma dati condivisa e cedolare secca sui negozi.

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Il Decreto Fiscale penalizza le imprese: basta tasse, servono piattaforma dati condivisa e cedolare secca sui negozi.

Il Decreto Fiscale dovrebbe rappresentare una stretta sull’evasione fiscale ma rischia di colpire pochi evasori e di pesare invece su tutte le imprese, soprattutto su quelle medio-piccole che faticano a essere in regola con i pagamenti delle tasse. A lanciare l’allarme sono stati i rappresentanti dell’Associazione nazionale commercialisti (Anc) e dell’Associazione dei dottori commercialisti e degli esperti contabili (Adc). Intanto Confedilizia ha chiesto di confermare la cedolare secca sugli affitti commerciali.

Alternative alle tasse per le imprese: piattaforma digitale e cedolare secca sui locali commerciali

I rappresentanti dei commercialisti hanno puntato il dito contro il provvedimento che “dovrebbe rappresentare un meccanismo efficace per combattere l’evasione fiscale, garantendo un recupero di risorse finanziarie” e invece “peggiora il sistema fiscale nel suo complesso”. “Sfortunatamente i mezzi e le modalità individuati irrigidiscono e aggravano ancora di più un già complesso sistema fiscale: è possibile che tali meccanismi colpiscano pochi dei soggetti dediti all’evasione e ma nel contempo frenino tutte le imprese, anche e soprattutto quelle che cercano faticosamente di essere virtuose“.

Le Associazioni chiedono una piattaforma telematica condivisa fra Agenzia Entrate-Inps-Inail-Gdf in un’ottica si semplificazione mentre oggi “alcuni adempimenti, fra quelli inseriti nel testo normativo in esame, sono talmente farraginosi che innescano implicazioni sanzionatorie tributarie e penali senza precedenti e sono impraticabili nella sostanza“.

Intanto, Confedilizia chiede di confermare ed estendere la cedolare secca sugli affitti commerciali. Il presidente di Spaziani Testa ha dichiarato che sarebbe “assurdo far morire una misura varata lo scorso anno e ritenuta utile”. Sarebbe, osserva, un paradosso non trovarla nella prossima Legge di Bilancio visto che nasce per contratti che tendenzialmente dovrebbero durare più di un anno.

Essendo stata appena avviata, in tal modo si tarpano le ali ad una misura che potrebbe invece raggiungere qualche effetto e risultato.

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