Obbligo o facoltà di barriere divisorie nei locali: la scelta del credito d’imposta tra adeguamento e sanificazione

Le spese sostenute per l’acquisto e installazione di barriere divisorie nei locali danno diritto sia al credito d’imposta adeguamento ambienti di lavoro sia a quello sanificazione ed acquisto dispositivi di protezione. Ma quale scegliere tra i due?

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Le spese sostenute per l’acquisto e installazione di barriere divisorie nei locali danno diritto sia al credito d’imposta adeguamento ambienti di lavoro sia a quello sanificazione ed acquisto dispositivi di protezione. Ma quale scegliere tra i due?

Devo installare le barriere divisorie nel locale della mia attività (ristorante) e so che per le spese sostenute possono accedere al credito d’imposta c.d. adeguamento ambienti di lavoro. Altri, invece, mi dicono che il credito di riferimento non è questo ma quello c.d. di sanificazione dei luoghi di lavoro ed acquisto di dispositivi di protezione. Potete darmi delucidazioni in merito?

Gentile lettore

Entrambi i crediti d’imposta cui lei si riferisce sono stati istituiti con il decreto Rilancio (decreto – legge n. 34 del 2020 convertito in Legge n. 77 del 17 luglio 2020) al fine di favorire l’adozione di misure dirette a contenere e contrastare la diffusione dell’epidemia da Covid-19 e consentire la riapertura in sicurezza di quelle attività che sono state interessate da diversi provvedimenti di chiusura nel periodo più intenso dell’emergenza.

Le attività aperte al pubblico (ristoranti, bar, negozi di abbigliamento, uffici, ecc.) sono state anche obbligate ad osservare determinati protocolli di sicurezza atti a garantire il giusto distanziamento tra la clientela presente nei locali. Quindi, ad esempio, per un ristorante, vi è obbligo del distanziamento dei tavoli o dell’adozione di barriere divisore tra i tavoli stessi.

Credito d’imposta adeguamento e sanificazione: ambito soggettivo e limiti di spesa

Premesso che sia il credito d’imposta sanificazione ed acquisto dispositivi di protezione (art. 125 del decreto Rilancio) sia quello adeguamento (art. 120), spettano nella misura del 60% delle spese fatte nel 2020, esiste un aspetto discriminatorio tra i due benefici. Infatti, mentre il credito per l’adeguamento degli ambienti di lavoro spetta solo per alcune attività (sono quelle indicate nella tabella presente nella Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 20/E del 2020), quello per la sanificazione ed acquisto di dispositivi di protezione compete a tutte le categorie di imprenditori e professionisti ed anche ad enti non commerciali ed enti religiosi.

Altra differenziazione sta nel fatto che:

  • il credito d’imposta sanificazione ed acquisti dispositivi non può superare la misura di 60.000 euro per ciascun beneficiario (dunque, il 60% di credito spettante può applicarsi su una spesa massima sostenuta di 100.000 euro), nel limite complessivo di risorse stanziate pari a 200 milioni di euro per l’anno 2020 (finite queste risorse non si potrà più accedere al beneficio salvo eventuale rifinanziamento da parte dello Stato);
  • il credito adeguamento spetta su un importo massimo di spesa sostenuta di 80.000 euro (quindi, l’ammontare del credito spettante non può eccedere il limite di 48.000 euro, ossia il 60% di 80.000 euro).

Si tenga presente che, in entrambi i casi, il calcolo del credito deve avvenire al netto IVA.

L’installazione di barriere divisorie: credito adeguamento o credito sanificazione?

Veniamo ora a rispondere al lettore. Come si evince dalla menzionata Circolare n. 20/E del 2020, tra le spese che danno diritto al credito sanificazione luoghi di lavoro ed acquisto di dispositivi di protezione vi rientrano anche quelle sostenute per l’acquisto di:

dispostivi atti a garantire la distanza di sicurezza interpersonale, quali barriere e pannelli protettivi, ivi incluse le eventuali spese di installazione”.

Sempre dal predetto documento di prassi, si evince che rientrano tra gli oneri che danno diritto al credito d’imposta adeguamento ambienti di lavoro anche quelli sostenuti a fronte di:

interventi per l’acquisto di arredi finalizzati a garantire la riapertura delle attività commerciali in sicurezza (cosiddetti arredi di sicurezza)”.

Le barriere divisorie installate nei ristoranti o altri locali aperti al pubblico, dunque, possono farsi rientrare in entrambi i crediti d’imposta, ma il contribuente potrà sceglierne solo uno dei due. Il consiglio è quello di scegliere il credito d’imposta adeguamento, poiché se da un lato è vero che il limite massimo di spesa è più basso rispetto a quello sanificazione ed acquisto DPI, dall’altro il legislatore non ha stanziato un limite di risorse ad esso destinato (quindi, non si rischia di restarne fuori per esaurimento dei fondi governativi).

Si ricorda, altresì, che con il Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 10 luglio 2020 è stato attuato l’obbligo di comunicare all’Amministrazione finanziaria le spese che danno diritto al credito adeguamento e sanificazione/acquisto dispositivi di protezione. I termini di invio sono differenti fissati al 30 novembre 2021 per il credito d’imposta adeguamento ed al 7 settembre 2020 per il credito sanificazione ed acquisto dispositivi di protezione.

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