Bar e Ristoranti: esonero ex Tosap e Cosap fino a giugno con il decreto Sostegni

Arriva una proroga di 3 mesi per l’esenzione dal pagamento dell’ex Tosap e Cosap per bar e ristoranti

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Arriva una proroga di 3 mesi per l’esenzione dal pagamento dell’ex Tosap e Cosap per bar e ristoranti

Il decreto “Sostegni” è stato varato dal Consiglio dei Ministri del 19 marzo 2021 e contiene nuove ed ulteriori misure urgenti in materia di sostegno alle imprese e agli operatori economici, di lavoro, salute e servizi territoriali, connesse all’emergenza da Covid-19.

Tra queste rientra la proroga, dal 31 marzo 2021 al 30 giugno 2021, dell’esonero, per alcuni pubblici esercizi, dal pagamento del canone patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitari nonché del canone per l’occupazione delle aree destinate ai mercati.  In dettaglio, il decreto interviene sull’art. 9-ter del decreto Ristori (decreto-legge n. 137 del 2020).

Ex Tosap e Cosap: proroga dell’esenzione al 30 giugno 2021

Ricordiamo che, con il comma 2 art. 9-ter del decreto Ristori, il legislatore aveva stabilito l’esonero dal 1° gennaio al 31 marzo 2021, per gli esercizi di ristorazione ovvero di somministrazione di pasti e di bevande, dal pagamento canone patrimoniale unico di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria.

La finalità della disposizione normativa è quella di favorire la ripresa delle attività turistiche, fortemente colpite dalle misure restrittive messe in atto dal governo per fronteggiare l’emergenza Covid-19.

Tale esonero era già previsto con il decreto Rilancio per il periodo 1° maggio 2020 – 31 ottobre 2020.

Ora il decreto Sostegni allunga il termine di esenzione al 30 giugno 2021. Dunque, il beneficio è ora applicabile dal 1° gennaio 2021 al 30 giugno 2021 (salvo future ed ulteriori proroghe).

Bar e ristoranti tra i beneficiari dell’esenzione ex Tosap e Cosap

Beneficiari dell’esenzione sono i seguenti esercizi:

  1. ristorazione, somministrazione di pasti e di bevande, comprese quelle aventi un contenuto alcoolico superiore al 21% del volume, e di latte (ristoranti, trattorie, tavole calde, pizzerie, birrerie ed esercizi similari)
  2. somministrazione di bevande, comprese quelle alcooliche di qualsiasi gradazione, nonché di latte, di dolciumi, compresi i generi di pasticceria e gelateria, e di prodotti di gastronomia (bar, caffè, gelaterie, pasticcerie ed esercizi similari)
  3. esercizi di cui due punti precedenti, in cui la somministrazione di alimenti e di bevande viene effettuata congiuntamente ad attività di trattenimento e svago, in sale da ballo, sale da gioco, locali notturni, stabilimenti balneari ed esercizi similari
  4. attività di cui al punto 2, nei quali è esclusa la somministrazione di bevande alcoliche di qualsiasi gradazione.

Occupazione suolo pubblico: l’altra proroga dell’esenzione al 30 giugno 2021

Sempre in considerazione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, con il comma 3 art. 9-ter del decreto Ristori, il legislatore stabiliva l’esonero, dal 1° gennaio 2021 al 31 marzo 2021, per i titolari di concessioni o di autorizzazioni concernenti l’utilizzazione del suolo pubblico per l’esercizio del commercio su aree pubbliche, dal pagamento del canone di concessione per l’occupazione delle aree e degli spazi appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile, destinati a mercati realizzati anche in strutture attrezzate.

Con il decreto Sostegni, si interviene anche su questa misura, prolungando l’esenzione fino al 30 giugno 2021.

Canone unico di concessione del suolo pubblico: cos’è

Per completezza informativa, ricordiamo che il canone (unico) patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria, è stato introdotto dal 2021, ad opera del comma 816 della legge di stabilità 2020, in sostituzione dei seguenti tributi:

  • Tosap
  • Cosap
  • Imposta comunale sulla pubblicità e il diritto sulle pubbliche affissioni
  • Canone per l’installazione dei mezzi pubblicitari
  • Canone per l’uso o l’occupazione delle strade.

Il citato canone è, comunque, comprensivo di qualunque canone ricognitorio o concessorio previsto da norme di legge e dai regolamenti comunali e provinciali, fatti salvi quelli connessi a prestazioni di servizi.

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