Banconote scritte o rotte: possono essere rifiutate e, nel caso, cambiate?

Banconote scritte o rotte: sono considerate alla stregua di quelle false? Possono essere rifiutate o cambiate?

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Banconote scritte o rotte: sono considerate alla stregua di quelle false? Possono essere rifiutate o cambiate?

Un cassiere può rifiutare banconote scritte o rotte? Quando queste sono invalide e quando invece possono essere cambiate? Ci scrivono diversi utenti con dubbi di questo tipo. Circostanze che rimandando in parte ad argomenti più volte affrontati in questa sezione sui contanti falsi ma che meritano comunque un approfondimento più specifico perché le banconote scritte o rotte non sempre sono considerate false anzi spesso non è così.

Banconote scritte o strappate: hanno validità?

E’ questione di capire quanto la scritta o l’alterazione più in generale (vale anche per le banconote rotte) sia evidente rispetto alla dimensione della carta. Se si tratta di annotazioni di dimensioni ridotte o di piccoli tagli, le banconote possono essere cambiate.
Come? Chi le possiede dovrà presentarle presso una filiale della Banca d’Italia. Il dipendente allo sportello sarà tenuto a valutare l’entità delle scritte e potrà in tal caso decidere se cambiare o meno le banconote. Il giudizio quindi è essenzialmente discrezionale. Diciamo, che in genere non viene accettato il cambio di banconote scritte per più del 50% della superficie. Se il cambio viene rifiutato la banconota viene trattenuta senza che ne sia restituita un’altra di pari valore in cambio.
Così come è rimessa al negoziante o al cassiere la decisione discrezionale di rifiutare banconote scritte o rotte se l’alterazione è tale da giustificare il rischio di rifiuto di cambio alla Banca d’Italia. Non può essere infatti il creditore ad assumersi il rischio che le banconote non siano considerate valide e quindi non siano cambiate.

Scarabocchiare le banconote è reato?

Detto ciò va fatta una precisazione: il possessore delle banconote scritte o danneggiate, perché queste siano cambiate allo sportello, non deve essere l’autore dei segni o delle scritte. In altre parole deve essere in buona fede. A tal proposito la Decisione della Banca Centrale Europea 2003/4 del 20 marzo 2003 è chiara: “Nei casi in cui le banche abbiano la certezza o motivo sufficiente di ritenere che le banconote in euro siano state intenzionalmente mutilate o danneggiate (…) rifiutano di considerarle buone e non le sostituiscono; le trattengono invece per evitare il loro rientro in circolazione o che il richiedente le presenti per la sostituzione ad altra banca”.

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