Banche credito cooperativo: il punto sulle agevolazioni fiscali

Questo punto lo mette l’Agenzia delle entrate in una risoluzione del 7 maggio scorso, in cui fornisce chiarimenti sui requisiti da possedere per ottenere il regime fiscale di favore

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
Questo punto lo mette l’Agenzia delle entrate in una risoluzione del 7 maggio scorso, in cui fornisce chiarimenti sui requisiti da possedere per ottenere il regime fiscale di favore

Le banche di credito cooperativo sono delle società cooperative senza finalità di lucro, il cui obiettivo è quello di favorire la partecipazione alla vita economica e sociale. Un istituto di tipo mutualistico che opera a esclusivo vantaggio dei suoi soci e che gode di alcune agevolazioni fiscali.


Il regime fiscale di vantaggio per le BCC

Tra queste agevolazioni si ricorda l’esenzione dal reddito d’impresa di una quota pari al 70% degli utili netti, destinata a riserva indivisibile e inoltre non concorrono a formare il reddito imponibile le imposte sui redditi riferibili alle variazioni effettuate ai sensi del T.U.I.R., né la quota degli utili netti, pari al 3%, destinata a fondi mutualistici.


Agenzia delle entrate, risoluzione n. 45/E del 7 maggio 2012

Per poter ottenere tali vantaggi fiscali, le BCC devono possedere precisi requisiti, in un certo momento. A fornire delucidazioni in ordine a tali requisiti, è intervenuta l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 45/E del 7 maggio scorso, rispondendo ad una richiesta di consulenza giuridica di una società.

In particolare tale società istante chiede chiarimenti in ordine a 3 punti:

  1. alle condizioni che una banca di credito cooperativo (di seguito, in breve, “BCC”) deve rispettare per beneficiare delle agevolazioni fiscali;
  2. al momento in cui deve essere verificata l’operatività prevalente con soci per fruire delle agevolazioni fiscali;
  1. alla necessità di acquisire un preventivo parere alla Banca d’Italia ed al Ministero dello sviluppo economico, in caso di verifiche fiscali volte ad accertare l’esistenza dei requisiti mutualistici


I requisiti da possedere

Andando per ordine, le Entrate precisano in primo luogo che per mantenere le agevolazioni fiscali per le BCC, l’attività della banca, ai sensi dell’articolo 28, comma 2-bis, Dlgs 385/1993, il Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, deve rispettare i “requisiti di mutualità previsti dall’articolo 2514 del codice civile ed i requisiti di operatività prevalente con soci previsti ai sensi dell’articolo 35 del presente decreto”.


La mutualità prevalente

L’articolo 2514 del c.c. in riferimento ai requisiti delle cooperative a mutualità prevalente, stabilisce che tali coop devono prevedere nei propri statuti:

a) il divieto di distribuire i dividendi in misura superiore all’interesse massimo dei buoni postali fruttiferi, aumentato di due punti e mezzo rispetto al capitale effettivamente versato;

b) il divieto di remunerare gli strumenti finanziari offerti in sottoscrizione ai soci cooperatori in misura superiore a due punti rispetto al limite massimo previsto per i dividendi;

c) il divieto di distribuire le riserve fra i soci cooperatori;

d) l’obbligo di devoluzione, in caso di scioglimento della società, dell’intero patrimonio sociale, dedotto soltanto il capitale sociale e i dividendi eventualmente maturati, ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione.

 

Il requisito di operatività prevalente

L’art. 35, comma 1 invece ha individuato il criterio di operatività specifico per le banche, stabilendo che “le banche di credito cooperativo esercitano il credito prevalentemente a favore dei soci” e che “la Banca d’Italia può autorizzare, per periodi di tempo determinati, le singole banche di credito cooperativo a una operatività prevalente a favore di soggetti diversi dai soci, unicamente qualora sussistano ragioni di stabilità”.

Secondo l’Agenzia guidata da Attilio Befera, entrambe le disposizioni, l’una civilistica e l’altra del Testo Unico Bancario, anche detto per comodità TUB, si riferiscono a soggetti qualificabili come società cooperative, quelle società che perseguono cioè uno scopo mutualistico, e il cui fine è assicurare vantaggi economici a favore dei propri soci, attraverso, ad esempio, tassi di interesse, beni e servizi offerti a prezzi più bassi rispetto a quelli di mercato, quindi più favorevoli.


Le situazioni particolari che possono verificarsi

Rispetto ad altri istituti di credito, le BCC hanno dei vantaggi in più, ad esempio in caso di minaccia alla stabilità dell’istituto e, quindi dei suoi soci, possono essere condivisi gli sportelli, ma per periodi determinati, a clienti esterni. Una possibilità questa che può mantenere in capo alle BCC gli sgravi fiscali previsti, solo se vi è un parere preventivo da parte della Banca d’Italia. Altra situazione particolare che può verificarsi  è quando gli sconti ai soci possano compromettere la sicurezza economica dell’istituto. In tal caso gli sgravi fiscali previsti sono mantenuti, ma i soci non ricevono un trattamento di favore.


La verifica del requisito di operatività prevalente

Con la risoluzione n. 45 E del 7 maggio scorso, l’Agenzia delle entrate chiarisce che il requisito dell’operatività prevalente deve essere verificato al termine del periodo di imposta, come dato medio ritraibile dall’indice di operatività prevalente rilevato al 31 marzo, al 30 giugno, al 30 settembre e al 31 dicembre del periodo d’imposta, coincidenti con le segnalazioni di Vigilanza relative a ciascun trimestre solare. Se viene dato un riscontro negativo di tale dato, la BCC può comunque verificare la prevalenza dell’operatività quale media dei dati giornalieri del periodo d’imposta.

 

Il ruolo di Entrate, Ministero del lavoro e altri organi di vigilanza

Le Entrate ricordano come gli organismi che vengono coinvolti nella definizione di una banca come istituto di credito cooperativo, son Agenzia stessa, Ministero del Lavoro e altri organi di vigilanza.
E’ l’articolo 14, comma 3, del Dpr 601/1973, a stabilire che i presupposti di applicabilità delle agevolazioni sono accertati proprio dall’amministrazione finanziaria sentiti il Ministero del lavoro o gli altri organi di vigilanza. Nella fase in cui l’istituto di credito cooperativo, chiede di applicare l’agevolazione fiscale, vengono valutati dal punto di vista amministrativo, gli elementi dichiarati per giustificare l’applicazione egli sgravi.


La revoca delle agevolazioni

Tuttavia si precisa che la revoca delle agevolazioni concesse ad una BCC, avviene a seguito di controlli che accertano la mancanza dei requisiti da parte della cooperativa, ma a prescindere dai pareri del ministero del Lavoro e degli altri organi di vigilanza.

 

La convenzione tra Agenzia e Ministero dello Sviluppo economico

Infine, nel documento di prassi datato 7 maggio 2012, le Entrate ricordano la convenzione firmata con il Ministero dello Sviluppo economico,  il 28 settembre del 2010, con cui si stabilisce che nell’ipotesi in cui gli Uffici dell’Agenzia, al fine dell’accertamento dei presupposti di applicabilità delle agevolazioni in argomento, richiedano l’intervento dell’organo di vigilanza competente, il Ministero deve impegnarsi  entro 30 giorni dalla data di ricevimento della richiesta in oggetto, affidando il relativo incarico di vigilanza ad un funzionario dell’Agenzia delle entrate, che risulti in possesso della prevista abilitazione.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Normativa e Prassi