Banche contro il Reddito Cittadinanza che non risolve i problemi del Paese

Flop del reddito di cittadinanza: non aiuta a mettere in moto la ripresa che serve per trovare lavoro. Anche le banche adesso si schierano contro.

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Flop del reddito di cittadinanza: non aiuta a mettere in moto la ripresa che serve per trovare lavoro. Anche le banche adesso si schierano contro.

Nato come sussidio per le persone più bisognose per volontà del Movimento 5 Stelle. Il reddito di cittadinanza si è dimostrato un fallimento. Non tanto per quanto possa contribuire economicamente ai bisogni delle famiglie in difficoltà, ma nel suo intento di aiutare a stimolare crescita e consumi.

A sentenziarlo in via ufficiale è stato il presidente dell’Inps Pasquale Tridico dichiarando che “la misura ha raggiunto oltre un milione di famiglie, un grande successo, ma non crea occupazione. Non serve a trovare lavoro“. Un vero e proprio disastro se si pensa che a fronte dell’elargizione gratuita pubblica, lo Stato si è dovuto fare carico anche di spese milionarie per assumere quasi 3.000 navigator per trovare lavoro ai beneficiari del reddito di cittadinanza, ma che di fatto non riescono a farlo.

Fallimento del reddito di cittadinanza

Ai dati di fatto si sono quindi aggiunte anche le critiche del mondo bancario che non ha mancato di esprimere il proprio disappunto sul reddito di cittadinanza. “Si è esaurita ormai la fase degli ultimi 3-4 anni in cui le politiche assistenziali producevano cospicui consensi. Oggi si deve prendere atto che le garanzie sociali non mettono le ali alla ripresa e che la povertà si vince puntando sullo sviluppo, naturalmente senza mai rinunciare al dovere di sostenere chi vive in condizioni di disagio“. Lo ha detto a Il Messaggero il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, parlando del Rei ma soprattutto del reddito di cittadinanza. “Sono misure che corrispondono a periodi di crisi in cui bisogna darsi da fare di più per chi e in difficoltà. E bene fa la Guardia di Finanza a controllare per evitare abusi. Ma, ripeto, non mettono in moto la ripresa che rimane il presupposto per il lavoro: possono, al più, generare un aumento di spesa“.

Chi percepisce il reddito di cittadinanza non cerca lavoro

I buoni propositi del governo Conte I sono stati quindi ampiamente disattesi dai fatti. Secondo i numeri forniti dall’Anpal – Agenzia nazionale politiche attive lavoro – da settembre allo scorso 15 novembre i centri per l’impiego hanno convocato e accolto 200 mila beneficiari del reddito di cittadinanza (su 700 mila). Di questi, solo 18 mila hanno trovato un posto di lavoro, più che altro in modo indipendente e senza l’ausilio dei “navigator”. Chi percepisce il reddito di cittadinanza è da anni disoccupato e se i Centri per l’Impiego non sono mai riusciti a trovargli un lavoro non è certo con i navigator che le cose cambieranno. La gran parte delle persone prese in carico dai centri per l’impiego sono da anni disoccupate o con livelli di professionalità basse. “Io sono preoccupato soprattutto per i giovani – ha sottolineato Patuelli– e quando vedo la predisposizione a fare i lavapiatti a Londra piuttosto che in Italia, significa che esiste una disaffezione verso il nostro Paese. Se i migliori laureati, specie in discipline scientifiche, vanno all’estero a lavorare mentre in Italia si cercano ingegneri qualificatissimi e non lisi trova, vuol dire che c’e’ un problema Non di domanda e di offerta, perché qui la prima e superiore alla seconda: è un problema di fiducia nelle prospettive del Paese“.

 

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