Cassa Integrazione: dalle banche soldi solo a maggio, forse anche a giugno

Le banche non sarebbero pronte ad erogare gli anticipi Cig per conto dell’Inps. Per i consulenti del lavoro ci sono grosse difficoltà tecniche e procedurali.

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Le banche non sarebbero pronte ad erogare gli anticipi Cig per conto dell’Inps. Per i consulenti del lavoro ci sono grosse difficoltà tecniche e procedurali.

L’anticipo Cassa Integrazione Guadagni da parte delle banche subirà ritardi. Lo dice un sondaggio condotto dai consulenti del lavoro svoltosi fra l’8 e il 9 aprile scorso per valutare le difficoltà operative e le criticità procedurali.

Corrispondere in anticipo i trattamenti di Cig rispetto ai tempi dell’Inps non è impresa facile. Anche perché si tratta di erogare assegni per ammortizzatori sociali a 5,6 milioni di lavoratori aventi diritto e costretti a casa a causa dell’emergenza coronavirus.

Pagamenti Cig solo a maggio

Secondo i consulenti del lavoro, non solo il termine indicato dal governo per il pagamento della mensilità di cassa integrazione, previsto entro il 15 aprile, non sarà rispettato, ma sarà molto difficile che i sostegni ai lavoratori arrivino prima della fine del mese. Ben il 91% degli interpellati, infatti, ritiene che gli assegni verranno realisticamente liquidati solo nel mese di maggio. L’83% ha denunciato la mancata operatività degli accordi per dare il via libera alle procedure per l’anticipazione bancaria degli ammortizzatori sociali. Pertanto, secondo gli intervistati solo il 17% delle banche è ad oggi operativa.

Forse anche a giugno

Ma c’è anche chi si spinge oltre prevedendo per alcune zone territoriali pagamenti a maggio e per altre addirittura a giugno. Questo perché le banche non sono in grado di gestire flussi di pagamento di cassa integrazione di cui può essere competente e agile solo l’Inps grazie alla disponibilità degli archivi digitali dei lavoratori e delle aziende. Inoltre, alcune banche richiedono l’esibizione del modello Inps ‘Sr41’ che però l’Istituto ha dismesso per rendere più celeri i pagamenti. A ciò si sommano poi le criticità implicite nello strumento frutto dell’accordo, a partire dalla scarsa chiarezza delle procedure individuate.

Così, se da una parte l’accordo Abi-parti sociali è nato per accorciare i tempi, dall’altro rischia di allungarli per mancanza di strumenti organizzativi e di gestione da parte del personale delle banche.

Abi riduce modulistica per accredito cig

Per ovviare alle criticità emerse in questi ultimi giorni , l’Abi ha appena diffuso una nuova lettera circolare a tutti gli Associati in cui sono indicate innovazioni e semplificazioni introdotte dall’Inps che facilitano il processo di erogazione dell’anticipo della cassa integrazione da parte delle banche, come previsto dalla Convenzione del 30 marzo scorso. In particolare, per l’accredito della cassa integrazione, non è più richiesto l’invio dei modelli cartacei validati dagli sportelli bancari e postali per certificare l’IBAN, cioè il codice identificativo del conto corrente indicato dal lavoratore per il pagamento della cassa integrazione. La validità di tale codice identificativo è ora effettuata con sistemi informatici di collegamento diretto tra l’Inps e le banche (Data base condiviso). E’ stato anche semplificato il modulo telematico con cui le aziende, richiedenti la cassa integrazione, comunicano i dati per il pagamento diretto ai lavoratori. In tal modo si riduce la modulistica che il lavoratore deve compilare, si riducono le comunicazioni da effettuare e si dà maggiore efficienza dell’anticipo dell’assegno di cassa integrazione. Sono state inoltre definite dall’Abi e dalle Confederazioni del mondo dell’artigianato le specifiche modalità per applicare la Convenzione anche ai lavoratori delle imprese artigiane destinatarie del Fondo di Solidarietà bilaterale dell’Artigianato.

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