Ballando con le “Stalle”: gli aggiornamenti sui balletti della maggioranza sulla Manovra Finanziaria

Dietrofront sulle pensioni, tornano in ballo l'Iva al 21%, il condono fiscale sui furbi che han portato i soldi all'estero. Ci manca solo il televoto finale.

di Alessandra M., redazione Investireoggi.it, pubblicato il
Dietrofront sulle pensioni, tornano in ballo l'Iva al 21%, il condono fiscale sui furbi che han portato i soldi all'estero. Ci manca solo il televoto finale.

Ballando con Berlusconi, Bossi e Tremonti

Continua il balletto degli emendamenti che la maggioranza dovrà proporre al fine di modificare la recente manovra di ferragosto. Le notizie dell’ultima ora vedono l’eliminazione degli interventi in campo previdenziale (era stato giudicato non computabile ai fini della pensione di anzianità il periodo inerente il servizio militare e quello inerente al completamento del corso di laurea debitamente riscattato). All’appello mancherebbero però altri 1,5 miliardi di euro che il provvedimento, contestato da quasi tutte le parti sociali e dall’opposizione, avrebbe generato nel biennio 2012-2013.

C’è molta attesa per la giornata odierna visto che si dovrebbe tenere un’ulteriore incontro tra i maggiori esponenti della maggioranza al fine di mettere la parola fine su quella che oramai sta diventando una storia interminabile. Inoltre i tempi per la conversione del decreto si stanno lentamente accorciando, ed allo stato attuale appare davvero molto difficile il rispetto dei tempi che inizialmente era stato concordato ( cioè conversione del decreto legge entro il 4 di settembre).

Vediamo però nel dettaglio le novità dell’ultima ora.

 

L’ opinione del presidente del consiglio – Il premier ha annunciato che indietro non si torna e che le decisioni di cancellare il contributo di solidarietà ( solo per i dipendenti del settore privato però) e la riduzione di oltre due miliardi di euro ai tagli agli enti locali possono essere considerate definitive. Il problema è però rispettare i saldi finanziari anche perché con la decisione di stralciare l’emendamento inerente il mancato riconoscimento del servizio militare e quello del riscatto degli anni di laurea ai fini del raggiungimento dell’età pensionabile comporta il compensamento dei mancati introiti con altri provvedimenti. Niente paura secondo il presidente del consiglio, vi saranno ulteriori provvedimenti, soprattutto per quanto riguarda una stretta alla lotta all’evasione, ed in caso ancora non bastasse si potrebbe sempre aumentare l’iva al 21%. Peccato che su quest’ultimo provvedimento vi sia un’avversione totale da parte dei tecnici del ministero del tesoro e soprattutto dello stesso Tremonti, che riprendendo le parole degli industriali, ha già detto l’aumento dell’iva per i prodotti non di prima necessità comporterebbe una contrazione dei consumi, ipotesi che occorre scongiurare per non avere effetti recessivi.

 

Le nuove ipotesi per fare cassa – Da un consulto con il ministro del lavoro Sacconi è stato chiaro che l’ipotesi di modificare il sistema previdenziale con il ritardo al pensionamento di quanti hanno svolto il servizio militare o hanno riscattato la laurea non era allo stato di fatto possibile. Il discorso della modifica del sistema previdenziale è stato quindi posticipato a questo autunno quando una commissione di settore formulerà le varie richieste per riformare le pensioni. Se quindi nessun emendamento sul tema dovesse essere presentato si può dire che Bossi e la Lega avranno ottenuto quello che volevano, il completo divieto di mettere mano alle pensioni ed ai pensionati.

Per compensare il mancato gettito si faranno ricorso a molteplici provvedimenti , anche se per ora nessuno ha il carattere di ufficialità. In particolare è stata presentata nella serata di ieri una relazione contenente altre misure per la lotta all’evasione. Già nei precedenti articoli avevamo parlato di maggior coordinamento con i Comuni per stanare gli evasori e di norme più rigide in materia di società di comodo. Il nuovo pacchetto prevede tra l’altro un uso più accurato del redditometro, la possibilità che le società che siano per tre anni consecutivi in perdita siano equiparate a società di comodo ( e ciò comporta che non sarà possibile inserire in deduzione i beni utilizzati in promiscuità impresa – socio), ed anche sanzioni penali per i reati tributari più gravi. Inoltre per quanto riguarda la mancata emissione degli scontrini verrà deciso un ulteriore inasprimento delle pene. Se vi è discordanza tra volume di affari e il totale degli scontrini emessi vi sarà anche la possibilità di revocare la licenza per lo svolgimento dell’ attività.

 

Ipotesi allo studio – Allo studio vi sarebbero , oltre naturalmente alla possibilità di aumentare l’iva anche altre possibilità per aumentare gli introiti erariali. Occorre premettere che su questi temi occorrerà sempre passare il vaglio di Bruxelles che è stata abbastanza chiara: le misure dovranno essere strutturali e non essere una tantum. Pertanto è molto difficile che si ricorra ad un condono tributario, anche se mascherato da concordato, come era stato ipotizzato nelle ultime ore. Inoltre si dovrebbe anche visionare la proposta messa sul tavolo dal ministro della giustizia Palma, che prevede una riorganizzazione dei tribunali e la soppressione degli uffici minori. La riorganizzazione consentirebbe di risparmiare decine di miliardi di euro ma negli anni non è mai stata attuata in quanto la pressione di varie lobby, sia locali che statali, è stata sempre decisiva.

A conti fatti la stretta sull’ evasione, e sull’elusione , varrebbe una cifra vicina ai 2 miliardi di euro. Ulteriori risorse saranno disponibili quando si deciderà la stretta sulla quota non deducibile relativa alle cooperative. Infatti tecnicamente non è stato ancora deciso nulla e si potrà modulare una maggiore o minore quota di deducibilità degli utili in funzione delle entrate attese.

 

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Argomenti: News Fisco, Manovre Fiscali e Finanziarie