Badante vitto e alloggio: cosa succede in caso di malattia e come essere in regola

Badante vitto e alloggio: cosa fare in caso di malattia se si ha bisogno di assistere una sostituta che stia in casa.

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Badante vitto e alloggio:  cosa fare in caso di malattia se si ha bisogno di assistere una sostituta che stia in casa.

Se si ammala la colf o badante assunta con vitto e alloggio come procedere nel rispetto dei suoi diritti? Il datore di lavoro è in ogni caso obbligato dal contratto ad assicurare vitto e alloggio oppure può compensare la degenza con un’indennità sostitutiva? E’ intuitivo che la problematica ha dei risvolti pratici non trascurabili soprattutto se la persona da assistere non è autosufficiente. In caso di bisogno di assumere una badante che prenda il posto di quella in malattia, potrebbe essere infatti necessario “liberare” lo spazio in casa.

I contratti collettivi in effetti prevedono la possibilità di degenza fuori dal domicilio del datore di lavoro ma in questo caso il vitto e alloggio non corrisposto e dovuto va compensato con un’indennità sostitutiva appunto.

Indennità sostitutiva vitto e alloggio badante in malattia: quanto spetta

Per il quantum corrispondere facciamo riferimento anche ai parametri con cui vengono calcolati vitto e alloggio, che devono essere, per espressa disposizione del contratto collettivo, idonei a garantire dignità e riservatezza del lavoratore.

Stando ai valori fissati per il 2018, alla badante in malattia spettano 5,53 euro al giorno distribuiti secondo le voci:

– 1,93 euro per il pranzo;
– 1,93 euro per la cena;
– 1,67 euro per l’alloggio.

E’ palese anche ai non esperti che si tratta di importi bassi, nonostante la rivalutazione. Di certo è difficile mangiare con meno di due euro e soprattutto non possono bastare 1.67 euro per dormire. Nulla vieta ovviamente al datore di lavoro di corrispondere importi più adeguati.

Quanto può durare la malattia della badante?

La malattia prolungata della badante può comportare anche problemi di tipo pratico qualora si presenti l’esigenza di sostituzione.

La badante convivente in malattia ha diritto alla conservazione del posto di lavoro:
– per 10 giorni se ha un’anzianità fino a 6 mesi ma ha superato il periodo di prova;
– per 45 giorni se ha un’anzianità superiore a 6 mesi e inferiore a 2 anni;
– per 180 giorni se è stata assunta da più di due anni.

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Argomenti: Lavoro e Contratti, Lavoro domestico, Malattia Inail

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