Aziende agricole: avanti su sblocco sgravi e flessibilità

le aziende agricole chiedono lo sblocco degli sgravi contributivi previsti dalla legge e più flessibilità per assunzione di manodopera.

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le aziende agricole chiedono lo sblocco degli sgravi contributivi previsti dalla legge e più flessibilità per assunzione di manodopera.

Esonero contributivo per datori di lavoro e lavoratori autonomi agricoli, sanatoria e strumenti contrattuali di massima flessibilità per le aziende agricole. Sono queste le richieste di Cia-Agricoltori Italiani al nuovo ministro del Lavoro, Andrea Orlando, nel recente incontro con le forze sociali.

Sul fronte contributivo, è urgente – secondo Cia – lo sblocco degli sgravi per le aziende agricole previsti dall’articolo 222 del Dl Rilancio, sia per datori che autonomi. Ad oggi, mancano, infatti, sia la circolare operativa Inps che la modulistica di richiesta esonero. Come si può immaginare, in entrambi i casi, i ritardi stanno creando molti problemi alle suddette categorie.

Aziende agricole: sanatoria al palo

Anche in merito alla sanatoria, le circa 30 mila domande presentate per il settore agricolo restano ancora in attesa di definizione. La maggior parte dei rapporti di lavoro con le aziende agricole avevano come scadenza il 31/12. E mancando, anche in questo caso, una circolare operativa Inps che detti le regole tecniche sugli adempimenti da effettuare per le aziende agricole, non c’è sufficiente chiarezza per gli intermediari.

Per quanto concerne il problema della manodopera agricola, aggiunge Cia, è necessario snellire e semplificare al più presto l’attuale strumento del lavoro accessorio. Così da consentire alle aziende agricole di reperire manodopera rapidamente, come avveniva in passato attraverso i voucher.

Alternanza scuola-lavoro

Cia ha, inoltre, posto l’attenzione sul lavoro dei giovani e la necessità di garantire un’alternanza scuola-lavoro che consenta il ricambio generazionale nelle aziende agricole delle campagne italiane.

Infine, è stato posta l’attenzione del ministro al nodo delle pensioni minime, che coinvolge in Italia una platea di 2 milioni di persone, con assegni fermi a 515 euro al mese. Una cifra non dignitosa, ancora di più tra crisi e pandemia con l’aumento delle situazioni di disagio sociale.

Cia ha ringraziato il ministro per l’attenzione dimostrata al settore. Settore che conta oltre un milione di addetti. Anche per la garanzia di un prossimo incontro con le aziende agricole, in tempi brevi, sulla discussione del tema degli ammortizzatori sociali in agricoltura.

In arrivo documento per riforma ammortizzatori

Nel pomeriggio ho continuato gli incontri di interlocuzione e ascolto con le parti sociali. Anche in questa occasione ho ribadito l’impegno a riconvocare tutti al termine dei tavoli, entro fine mese, per proporre un primo documento con un impianto di riforma degli ammortizzatori sociali“.

Lo dichiara il ministro del Lavoro, Andrea Orlando. Doipo aver incontrato i rappresentanti di Confagricoltura, Coldiretti, Cia, Copagri, Abi, Ania, Confprofessioni, Confservizi, Federdistribuzione, Confimi e Confetra.

Orlando sottolinea come “si possa iniziare ad affrontare subito il tema della semplificazione delle procedure. Quest’ultimo può rappresentare un primo step, ovviamente non definitivo, sul quale fare un passo avanti, iniziando anche dal lavoro che è già stato fatto. Il secondo passo riguarderà il tema dei destinatari, del perimetro dei soggetti coinvolti. Il terzo sarà quello della distribuzione dei costi degli strumenti e l’ultimo, la questione delle modalità di gestione“.

Questi elencati sono i passaggi fondamentali per arrivare alla stesura di un documento che possa essere il presupposto di un elaborato di carattere normativo sugli ammortizzatori. Tema che necessariamente dovrà avere un link con l’architettura sulle politiche attive del lavoro.

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