Avvisi di accertamento IMU: entro quando vanno notificati?

La notifica, a pena di decadenza, deve avvenire entro il 5° anno successivo a quello in cui il versamento andava effettuato.

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La notifica, a pena di decadenza, deve avvenire entro il 5° anno successivo a quello in cui il versamento andava effettuato.

A fine anno 2019, ho ricevuto un avviso di accertamento IMU relativo al 2014.

 

Leggendo alcune notizie sul web, ho il dubbio se la debenza tributo al momento dell’invio dell’accertamento era già prescritta o meno.

 

Ad ogni modo, secondo il Comune che ha messo l’atto, sono stati rispettati i termini di  decadenza previsti per la notifica degli accertamenti in materia di tributi locali.

 

Entro quando devono essere notificati gli avvisi di accertamemto IMU?

La notifica degli avvisi di accertamento IMU

L’art.161 della Legge 296/2006, Legge finanziaria 2007, fissa i termini di notifica degli avvisi di accertamento dei tributi locali, quale può essere considerata l’IMU.

 

In particolare, il comma 1 dispone che

“Gli enti locali, relativamente ai tributi di propria competenza, procedono alla rettifica delle dichiarazioni incomplete o infedeli o dei parziali o ritardati versamenti, nonche’ all’accertamento d’ufficio delle omesse dichiarazioni o degli omessi versamenti, notificando al contribuente, anche a mezzo posta con raccomandata con avviso di ricevimento, un apposito avviso motivato. Gli avvisi di accertamento in rettifica e d’ufficio devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati”.

Dunque, la notifica, a pena di decadenza, deve avvenire entro il 5° anno successivo a quello in cui il versamento andava effettuato.

 

Si tratta di capire ora, se per il Comune rileva la data di consegna dell’atto al contribuente o la data di spedizione.

 

Ebbene, a tal proposito, ci viene in aiuto l’art.60 del DPR 600/1973:

“Qualunque notificazione a mezzo del servizio postale si considera fatta nella data della spedizione; i termini che hanno inizio dalla notificazione decorrono dalla data in cui l’atto e’ ricevuto”.

Ciò sta a significare che:

 

  • per l’Ente che emette l’atto rileva la data di spedizione (ai fini del rispetto dei termini di notifica),
  • per colui che è destinatario dell’atto, i termini per proporre ricorso decorrono dalla data di ricezione dell’atto.

 

Nel suo caso specifico, il Comune sembra abbia rispettato i termini appena individuati di notifica degli avvisi di accertamento IMU. L’atto è stato emesso entro i 5 anni successivi all’omesso versamento che andava effettuato nel 2014.

Gli avvisi di accertamemto esecutivi

 

Detto ciò, è opportuno ricordare che a partire dal 1° gennaio 2020, gli accertamenti degli Enti locali sono “esecutivi”.

 

Gli avvisii di accertamento esecutivi quale mezzo di riscossione per gli enti locali sono stati previsti dalla Legge di bilancio 2020.

 

In particolare, l’avviso di accertamento acquisisce natura di titolo esecutivo:

 

  • decorso il termine per la proposizione del ricorso ossia
  • decorsi sessanta giorni dalla notifica dell’atto per il recupero delle entrate patrimoniali.

 

Difatti, con l’accertamento esecutivo, non è più prevista la notifica  della cartella di pagamento (se la riscossione è affidata all’Agenzia delle Entrate-Riscossione) o dell’ingiunzione fiscale (in caso di servizio svolto direttamente dall’ente o da società private concessionarie).

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