Avvisi bonari in arrivo per le Comunicazioni liquidazioni IVA 2017

Arrivano gli avvisi bonari dall'Agenzia delle Entrate, sulle anomalie riscontrate nella Comunicazione Liquidazione IVA 2017 primo trimestre.

di , pubblicato il
Arrivano gli avvisi bonari dall'Agenzia delle Entrate, sulle anomalie riscontrate nella Comunicazione Liquidazione IVA 2017 primo trimestre.

Arrivano gli avvisi bonari per le anomalie riscontrate nella  1° trimestre nella Comunicazione liquidazine IVA 2017.

Molti contribuenti, in questi giorni, li stanno ricevendo dall’Agenzia delle Entrate, tramite mail PEC. La comunicazione è  inviata ai sensi dell’art. 54-bisdel D.P.R. 633/1972, quale conseguenza delle anomalie riscontrate a seguito del controllo sulla liquidazione periodica IVA del 1° trimestre 2017.

Comunicazione liquidazioni periodiche IVA 2017, le ultime novità

Cosa sono gli avvisi bonari

Quando il contribuente riceve una comunicazione di irregolarità può:

  • concordare con il suo contenuto
  • ritenere che sia sbagliata.

Il contribuente riconosce la validità della comunicazione

Il contribuente può regolarizzare la propria posizione con il pagamento di una sanzione ridotta, oltre all’imposta e agli interessi.

In particolare, è previsto che:

  • per le comunicazioni relative ai controlli automatici, il pagamento deve essere effettuato entro 30 giorni dal ricevimento della prima comunicazione o di quella definitiva (nei casi di rettifica della richiesta dell’ufficio).
  • la sanzione è ridotta a 1/3 di quella ordinaria (10% invece del 30%);

Il contribuente non riconosce la validità della comunicazione

Il contribuente ha a disposizione soluzioni diverse, a seconda del tipo di comunicazione ricevuta.

Comunicazione emessa a seguito di controllo automatico.

E’ possibile:

  • accedere al canale di assistenza Civis se si è abilitati ai servizi telematici (Fisconline ed Entratel);
  • utilizzare il servizio di assistenza attraverso la posta elettronica certificata (Pec). Con questa modalità si ottengono chiarimenti inviando messaggi alla casella: Pec dc.s[email protected];
  • telefonare al Centro di assistenza multicanale (numero 848  800  444). La documentazione necessaria alla correzione può essere trasmessa anche tramite fax;
  • rivolgersi a un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate, fornendo gli elementi che provano la correttezza dei dati dichiarati. Se l’ufficio rettifica parzialmente l’importo, il termine per usufruire della sanzione ridotta parte dalla data di comunicazione della correzione.
    In questo caso, al contribuente viene consegnato un nuovo modello F24 con l’indicazione dell’importo rettificato. Trascorsi i 30 giorni senza il pagamento, l’ufficio avvia la procedura di riscossione per recuperare l’imposta, gli interessi e la sanzione piena (30%).

Leggi anche: INPS, avvisi bonari  per artigiani e commercianti

Comunicazione emessa a seguito di controllo formale

Il contribuente può segnalare all’ufficio di competenza, cioè quello che ha trasmesso la comunicazione, eventuali dati o elementi non considerati o valutati in maniera sbagliata. Se l’ufficio rettifica la comunicazione, il contribuente riceve un nuovo modello di pagamento con l’indicazione delle somme da versare e può usufruire della sanzione ridotta effettuando il versamento nei 30 giorni successivi al ricevimento della prima comunicazione. Trascorso questo termine, l’ufficio avvia la procedura di riscossione per recuperare l’imposta, gli interessi e la sanzione piena (30%). La presentazione dei documenti può avvenire anche utilizzando il canale “Civis”

Il contribuente che vuole pagare solo una parte dell’importo richiesto non può utilizzare il modello F24 precompilato, ma deve compilarne un altro, con i codici tributo relativi alle somme da versare e il codice atto indicati nella comunicazione. Anche in questo caso è possibile compensare gli importi da versare con eventuali crediti.

Avvisi bonari: l’Agenzia delle Entrate avvisa di fare attenzione

Le comunicazioni al contribuente non contenendo una pretesa tributaria definita, non costituiscono atti impugnabili. Esse, infatti, non sono altro che un mero invito al contribuente a fornire, in via preventiva, elementi chiarificatori delle anomalie riscontrate in sede di liquidazione automatizzata della dichiarazione e non sono, dunque, espressione di un potere autoritativo, in quanto non contengono una pretesa impositiva definitiva e non producono effetti negativi immediati per il destinatario.

Avvisi bonari, inibiscono il Ravvedimento operoso

Essendo tali comunicazioni “avvisi bonari”, inibiscono la possibilità di ravvedimento ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. n. 472 del 1997. Le reazioni da parte di professionisti e contribuenti sono varie.

L’invio tempestivo degli avvisi bonari ha creato perplessità in tutti. Si sono avuti i primi effetti  dei nuovi adempimenti IVA introdotti a partire dal 2017. Il richiamo è alla comunicazione delle liquidazioni IVA (LIPE) che ha fatto il suo debutto per il 1° trimestre 2017 (la scadenza per l’invio era il 12 giugno 2017).

All’Agenzia delle Entrate sono bastati appena tre mesi per incrociare i dati tra il dichiarato e il versato, e richiedere l’eventuale IVA omessa, con avviso bonario ex art. 54-bis, D.P.R. n. 633/1972 (e quindi con sanzione del 10% se si versa entro 30 giorni).

E ciò con buona pace del ravvedimento che è inibito se il contribuente riceve un avviso bonario di cui sopra (art. 13, comma 1-ter, D.Lgs. n. 472/1997).

Avvisi bonari: Posizione non condivisa dai contribuenti e professionisti

La posizione dell’Agenzia delle Entrate, non è condivisa in quanto il ravvedimento operoso, viene messo in soffitta. Purtroppo quello che sta succedendo fa parte delle nuove norme.

Va preicisato che i contribuenti che ad oggi abbiano ricevuto solo la lettera di compliance, ma non ancora l’avviso bonario, sono ancora in tempo per ravvedersi con la sanzione ridotta del 3,75%, una scelta da considerare.

Leggi anche: Dopo il grande fratello VIP, arriva il grande fratello fiscale, ma cosa ci riserva?

Argomenti: , ,