Autocertificazione Fase 2, cambia ancora il modulo: dichiarazione e controlli

Nuovo modulo di autocertificazione dal 4 maggio. Bisognerà dichiarare anche le viste a parenti e congiunti, ma senza indicare i nomi. Forze di Polizia confuse e disorientate più che mai.

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Nuovo modulo di autocertificazione dal 4 maggio. Bisognerà dichiarare anche le viste a parenti e congiunti, ma senza indicare i nomi. Forze di Polizia confuse e disorientate più che mai.

Cambia ancora il modulo di autocertificazione per gli spostamenti. E’ la quinta versione da quando sono state introdotte le misure di contenimento per coronavirus al punto che molti cittadini non se lo procurano più.

Dal 4 maggio 2020, cioè da quando verranno allentate le misure di lockdown consentendo ai cittadini maggior libera circolazione, sarà necessario – in caso di controllo da parte delle forze dell’ordine – esibire la nuova autocertificazione e dichiarare specificatamente anche il motivo degli spostamenti distanti dal proprio Comune di residenza o fra una Regione e l’altra (ancora vietati, se non per motivi di lavoro, salute e necessità).

Il nuovo modulo di autocertificazione

In particolare la nuova autocertificazione conterrà la possibilità di indicare che ci si sta recando o si proviene da visita a parenti e congiunti, come specificato dal DPCM appena varato dal governo. Non è ancora chiaro chi sono i “congiunti”, ma per motivi di privacy non si è tenuti a indicare i nominativi degli stessi sul modulo di autocertificazione. Né le forze dell’ordine potranno svolgere indagini mirate in proposito. Così come resta il divieto di recarsi nelle seconde case per le quali scatta la sanzione prevista che può arrivare fino a 3.000 euro. Ma anche in questo caso non è possibile effettuare accertamenti per le forze dell’ordine che dovranno limitarsi a raccogliere le dichiarazioni dei cittadini.

Polizia disorienta e confusa

Un lavoro completamente inutile e allo stesso tempo rischioso – dicono i sindacati di Polizia – che di fronte ai continui cambi di rotta del Viminale non sanno più come regolarsi. “Fermare delle auto o delle persone per controlli che poi non possono essere accertati, ci pone di fronte al dubbio che quello che stiamo facendo sia tempo perso. Non solo: poliziotti e carabinieri sono continuamente esposti al rischio contagio da Covid-19 in questi frangenti e nessuno si è finora preoccupato di fornire adeguate tutele, come le mascherine protettive che nella fase iniziale ci si è dovuti procurare da soli”.

Insomma, anche le forze dell’ordine, chiamate a far rispettare i divieti, appaiono sempre più confuse e disorientate, al punto che la maggior parte dei controlli si limitano a semplici raccomandazioni e richiami verbali. Solo nei casi più eclatanti vengono comminate sanzioni.

I controlli in vigore dal 4 maggio

I controlli delle forze dell’ordine a partire dal 4 maggio saranno complicati dal fatto che le città, come le strade, non saranno più semideserte. Il Ministero dell’Interno punta però a non allentare la presa poiché da lunedì non ci sarà un “liberi tutti”: saranno definite aree dei centri urbani, strade, fasce orarie e periodi della settimana in cui intensificare il monitoraggio per verificare il rispetto delle prescrizioni. Gli assembramenti non saranno comunque tollerati. Resta sempre da valutare caso per caso, in particolare si cercherà di punire coloro che risultano in stato di quarantena e quindi a maggior rischio diffusione epidemiologica fra le persone. Una circolare potrebbe arrivare anche dal capo della polizia Franco Gabrielli per puntualizzare le novità.

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