Auto aziendali: Conte ci ripensa (ancora una volta)

Il Governo starebbe considerando altre ipotesi in tema di tassazione del cosiddetto “fringe benefits”. Ecco le ultime novità.

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Il Governo starebbe considerando altre ipotesi in tema di tassazione del cosiddetto “fringe benefits”. Ecco le ultime novità.

Il tema è stato ripreso più e più volte da questo governo. L’ultima dichiarazione, rilasciata qualche tempo addietro, faceva pensare alla nascita di tre categorie di auto aziendali concesse ad uso privato (fringe benefits), sulle quali considerare un imponibile, soggetto a tassazione, più o meno grande.

La modifica, in origine, prevedeva un aumento delle aliquote, dal 30% al 100% del costo chilometrico calcolato dall’Aci nelle sue tabelle ufficiali, su una percorrenza annua di 15 mila chilometri.

In un secondo momento, si stava vagliando l’ipotesi della creazione di tre categorie di automobili con diverse percentuali di base imponibile considerata:

  • Vetture “super inquinanti” su cui applicare un valore tassabile del 100%;
  • Elettriche e ibride su ci applicare un valore tassabile del 30%;
  • Per tutte le altre vetture si sarebbe potuto passare ad un aumento del valore tassabile, dall’attuale 30% al 60%.

Dunque, rincari si, ma più attenuati. Ciò comunque non è bastato a calmare i malumori dei diretti interessati.

Fringe benefits: il governo cambia tutto?

In una recente intervista, pubblicata da Repubblica.it, il Premier, Giuseppe Conte, ha dichiarato quanto segue: «dopo le osservazioni critiche di Anfia, così come quelle di altri attori del settore, stiamo esaminando la norma, in stretto contatto con il Tesoro, in modo da poterla rivedere in maniera efficace e, mi voglio sbilanciare, sostanziale. Così potremo rimodulare e contemperare l’esigenza di perseguire una giusta transizione a zero emissioni ma senza colpire in modo improvvido lavoratori e aziende».

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