Aumento tasse: 103 miliardi in più negli ultimi 12 anni

Aumento tasse dovuto alle varie manovre fiscali succedutesi tra il 2001 e il 2012. La richiesta di Confesercenti: "Serve una svolta"

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
Aumento tasse dovuto alle varie manovre fiscali succedutesi tra il 2001 e il 2012. La richiesta di  Confesercenti:
103 miliardi in 12 anni. E’ questa la stima di Confesercenti sull’aumento tasse nel nostro paese

Aumento tasse in Italia, dal 2001 al 2012, per una cifra che supera i 103 miliardi di euro. Il che si traduce in una pressione fiscale senza precedenti nel nostro Paese.

 A fornire questi dati preoccupanti, è direttamente Confesercenti, che stima una media di quasi 9 miliardi di euro in più per ogni anno dal 2001 all’attuale 2012. Stime che rischiano un aumento per gli anni a venire.

 Aumento tasse vertiginoso: l’allarme di Confesercenti

 L’aumento delle tasse è dovuto soprattutto all’entrata in vigore delle manovre fiscali e finanziarie succedutesi in questi dodici anni nel nostro paese che hanno portato ad un incremento della pressione fiscale di ben 3,4 punti percentuali. Un divario con il resto dei paesi europei di 5 punti. Più che un divario un abisso allora.

 Aumento tasse: le stime

Dal 2001 al 2012, le famiglie italiane hanno dovuto fare i conti un aggravio di circa 35 miliardi di euro in più, tradotto in soldoni 1.450 euro in più di tasse per ciascuna famiglia italiana. E le previsioni per il futuro non sono certe rosee. Tra il saldo Imu, l’imposta municipale propria sugli immobili anticipata in via sperimentale al 1 gennaio di quest’anno  dalla manovra salva Italia, il prossimo 17 dicembre che chiuderà un 2012 nero per gli italiani, l’anno prossimo si conterà l’aumento Iva di un punto percentuale, previsto dall’ultima legge di stabilità 2013, che porterà inevitabilmente ad un crollo dei consumi e alla stagnazione più nera per la nostra economia. Circa 380 euro in più per ogni famiglia, calcola Confesercenti.

Aumento tasse locali

Soprese amare ci saranno anche sul fronte delle imposte locali, ove l’aumento, questa volta calcolato su 10 anni, è stato del 41 per cento, e potrebbe aumentare vista la facoltà delle amministrazioni locali, grazie ai decreti attuativi del federalismo fiscale, di prevedere il rialzo delle imposte proprie ( Irpef, tassa rifiuti, ecc..).

Confesercenti: “Urge una svolta”

Questi i calcolati stimati da Confesercenti che chiede una svolta. “Non è accettabile che nelle manovre il fisco abbia pesato per il 70%, mentre i tagli alla spesa pubblica solo per il 30%. Questo ci spinge a chiedere di sbarrare al più presto la strada che porta a nuove tasse, mentre va spalancata quella che conduce alla riduzione della spesa pubblica. La pressione fiscale è insostenibile ed è diventata il maggior ostacolo alla ripresa della crescita economica. Distrugge imprese e posti di lavoro, senza peraltro essere in grado di fermare l’avanzata del mostro rappresentato dal debito pubblico”. A parte le critiche all’aumento tasse cresciuto per le manovre fiscali, Confesercenti individua delle strategie su cui muoversi. Nell’immediato va corretto l’errore dell’aumento Iva, va scongiurata la mazzata che ci aspetta con il saldo Imu. Sul fronte lavoro è necessaria la detassazione delle tredicesime onde evitare il preannunciato tracollo dei consumi in vista del periodo natalizio.

Conclude Confesercenti affermando che “ci aspettiamo che i partiti  si impegnino seriamente su scelte in grado di far calare la pressione fiscale già nel 2013, intervenendo coraggiosamente sui i tanti sprechi e privilegi. Ma anche l’attuale Governo non può stare a guardare: convochi quanto prima le parti sociali per un confronto concreto sulla riforma fiscale che ridia fiato alle imprese e famiglie e con esse agli investimenti ed al lavoro, oggi in forte sofferenza”.

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Argomenti: Tasse e Tributi