Aumento stipendio nel 2018? Attenzione al bonus, rischio restituzione

Il rischio di cancellazione o restituzione bonus 80 euro in caso di aumento stipendio nel 2018: dipendenti pubblici salvi ma i privati?

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Il rischio di cancellazione o restituzione bonus 80 euro in caso di aumento stipendio nel 2018: dipendenti pubblici salvi ma i privati?

Per molti lavoratori il nuovo anno è anche l’occasione di provare a negoziare un aumento di stipendio. Nel 2018, però, ottenerlo potrebbe essere addirittura inutile o controproducente a meno che non si tratti di una cifra superiore ad 80 euro (importo del bonus Renzi in busta paga). Il rischio che l’aumento di stipendio 2018 potesse comportare la perdita del diritto al bonus Renzi è stato infatti scongiurato per i dipendenti pubblici ma la cancellazione resta un’incognita per quelli privati in caso di un auspicato aumento in busta paga non essendo quest’ultimo di importo fisso. Cosa succede infatti se l’aumento di stipendio accettato comporta, por pochi euro, il superamento della nuova soglia di reddito massimo per richiedere il bonus Renzi? Conviene comunque accettare l’aumento oppure no?

Aumento stipendio e perdita bonus Renzi: meglio l’uovo oggi o la gallina domani?

Facciamo alcuni esempi pratici che ci permettono di inquadrare meglio la problematica che si viene a creare e che rischia di determinare, per alcuni lavoratori, situazioni al limite del paradosso.

Se un lavoratore guadagna 24.300 euro al mese dal prossimo anno rientrerebbe al 100% nel bonus Renzi a cui, fino al 2017, era ammesso solo parzialmente. Un aumento di stipendio in questo caso potrebbe comportare il riconoscimento nuovamente solo parziale o, qualora collocasse il reddito oltre i 26.600 euro, la perdita del bonus con obbligo di restituzione se questo continua ad essere accreditato per sbaglio.
La premessa orma chiara è che per il prossimo anno, la soglia di reddito al di sotto della quale si ha diritto al bonus Renzi in busta paga in misura del 100% passerà da 24.000 a 24.600. Il credito Irpef parziale sarà invece riconosciuto al di sotto dei 26.600 euro (non più 26 mila). Le nuove soglie servono a garantire che l’aumento degli stipendi pubblici dopo lo sblocco dei contratti tanto atteso non perda senso. Perché se da una parte si mette e dall’altra si toglie va da sé che il peso della busta paga non cambia.
Ma c’è un fattore non secondario da considerare: il bonus Renzi potrebbe non essere riconfermato alle stesse condizioni nei prossimi anni mentre un aumento di stipendio in questo senso è un intervento che offre una maggiore sicurezza nel lungo termine.

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