Aumento pensione: gli importi dei nuovi assegni e i trattamenti esclusi

Scatteranno dal primo gennaio 2019 gli aumenti delle pensioni: ecco gli assegni interessati e i trattamenti esclusi.

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Scatteranno dal primo gennaio 2019 gli aumenti delle pensioni: ecco gli assegni interessati e i trattamenti esclusi.

Dal prossimo anno non aumenterà solo l’età pensionabile ma anche l’importo medio delle pensioni. E’ l’effetto della rivalutazione dei trattamenti pensionistici previdenziali in adeguamento ai dati Istat sul costo della vita (cd perequazione delle pensioni). Ecco le pensioni interessate e quelle escluse.

Aumento pensioni: chi riguarda e assegni esclusi

L’adeguamento delle pensioni non riguarderà per espressa disposizione della Corte Costituzionale i trattamenti superiori a sei volte il minimo (si legge nel dispositivo della sentenza: “con la scelta non irragionevole di riconoscere la perequazione in misure percentuali decrescenti all’aumentare dell’importo complessivo del trattamento pensionistico, sino a escluderla per i trattamenti superiori a sei volte il minimo INPS, destinando, così, le limitate risorse finanziarie disponibili, in via prioritaria, alle categorie di pensionati con i trattamenti più bassi”).

Nel 2019 scadrà la fase transitoria, successiva al blocco della perequazione che era stato previsto dalla riforma Fornero, e si torna a tre scaglioni di reddito con relative percentuali di rivalutazione (secondo le percentuali previste dalla legge 388/2000 e quindi non più cinque scaglioni):

• rivalutazione al 100% per pensioni inferiori a 3 volte il trattamento minimo;
• rivalutazione al 90% per assegni di pensione tra 3 e 5 volte il trattamento minimo;
• rivalutazione al 75% per trattamenti pensioni superiori a 5 volte il trattamento minimo.

In merito alla rivalutazione va infine ricordato che le associazioni di categoria come Aspes hanno presentato un ricorso alla Cedu per ottenere gli arretrati determinati dal blocco della perequazione post riforma Fornero. Come ha dichiarato Celeste Collovati, legale di Aspes, “troppe sono state le violazioni del diritto al giusto processo in tal vicenda, tra cui la violazione della precedente sentenza che costituiva un giudicato costituzionale”.

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Argomenti: News pensioni, Pensione vecchiaia

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