Aumento IVA selettivo solo su alcuni beni: ecco quali

L'aumento IVA potrebbe essere selettivo ovvero riguardare solamente alcuni tipi di beni: ecco quali e come cambieranno i prezzi.

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L'aumento IVA potrebbe essere selettivo ovvero riguardare solamente alcuni tipi di beni: ecco quali e come cambieranno i prezzi.

Nelle ultime dichiarazioni pubbliche Di Maio ha rassicurato gli elettori sul fatto che la flat tax ci sarà (e dunque non si preannunciano fratture con la Lega), sebbene a vantaggio del ceto medio e non dei ricchi, e che questo non comporterà l’aumento dell’IVA. Eppure secondo alcuni tecnici questo è impossibile. Quali alternative?

Aumento IVA ma solo su alcuni beni: ecco quali

Una delle alternative emerse e forse in concreto più realisticamente attuabili nella Legge di Bilancio 2020, è il cd aumento IVA selettivo. Che cosa significa? Che ci sarà ma non su tutti i beni. Il DEF del resto al momento sembrerebbe confermare l’aumento dell’aliquota IVA a partire dal 2020. Per evitarlo servirebbe una copertura di ben 23 miliardi di euro: destinare i fondi a questo azzererebbe le risorse per la riforma dell’Irpef, che include la flat tax per dipendenti e pensionati.

Allo studio del governo infatti, voluta soprattutto dalla Lega, c’è  la tassazione piatta del 15% partire dal 1° gennaio 2020 per le famiglie con redditi non superiori a 50.000 euro.

In più occasioni il Ministro dell’Economia, Giovanni Tria, si è espresso favorevolmente rispetto alla proposta di aumento dell’IVA selettivo, cercando di gravare il meno possibile sulle famiglie. Di quanto salirebbe l’aliquota? Ad oggi ricordiamo che l’IVA ordinaria è fissata al 22% mentre quella agevolata va dal 4 al 10%. L’aumento riguarderebbe entrambe.

Ma quali sarebbero più nello specifico i beni interessati ad un potenziale aumento IVA selettivo? In primo luogo, così sembrerebbe, i beni importati e di consumo: questo, indirettamente, servirebbe anche a favorire il made in Italy. Ma in ogni caso non basterebbe a reperire i 23 miliardi di euro che servono.

Tra le altre ipotesi spunta anche la possibilità di far salire l’aliquota IVA sui servizi legati al turismo, nonché su alcuni prodotti alimentari e per i lavori edilizi. A conti fatti per le famiglie diventerebbe più caro fare una vacanza o ristrutturare casa e, da non sottovalutare, si rischia di affossare il settore turistico ed edilizio/immobiliare. Insomma appare difficile tutelare le famiglie dagli effetti dell’aumento dell’IVA, sebbene selettivo.

L’aumento IVA può essere evitato?

D’altra parte esponenti del governo, Salvini e Di Maio in primis, continuano a sostenere, a dispetto dei tecnici sopra citati, che l’aumento IVA si può evitare. Servirebbe all’uopo un intervento di revisione della spesa a carico dello Stato. Che significa? Taglio delle agevolazioni fiscali! Ma è evidente che anche in questo caso non sarà facile evitare effetti, diretti e indiretti, sulle famiglie. La Corte dei Conti ha portato come esempio il bonus Renzi, le detrazioni sulle spese mediche, per le ristrutturazioni e per il risparmio energetico.

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